I quattro colori di Hogwarts

Raccontateci le avventure dei vostri sim!
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#2

17 feb 2019, 17:33

Premesse:


Come avrete già intuito dal titolo e dalla copertina, questa sarà una storia fatta con The sims 2 e ambientata nel magico mondo inventato da JK Rowling!

In ogni caso, non preoccupatevi troppo se non conoscete bene la storia di Harry Potter: con questa storia mi sono limitata a riprendere il castello e il mondo magico come setting, ma le vicende sono del tutto scollegati dalla storia originale. Anche per quanto riguarda i personaggi che avrei potuto riprendere dal materiale canonico, ho sempre deciso di optare per personaggi del tutto nuovi.
Ho anche cercato di dare per scontate meno cose possibili, quindi ho inserito piccole spiegazioni su cose come il Quidditch, i babbani, il sistema delle case e così via. In ogni caso, se non capite cosa sta succedendo basta chiedere.

Questa storia inizia nel 2014, quindi circa quindici anni dopo le vicende raccontate nei libri e nei film, e avrà ben quattro protagonisti. Nei primi capitoli ve li presenterò tutti e quattro, ma non pensate che li lascerò tranquilli tanto a lungo!

Ultima annotazione: per quanto riguarda le traduzioni, resto fedele al buon vecchio "tassorosso" e mi rifiuto categoricamente di passare al nuovo "tassofrasso":

Detto questo, vi auguro una buona lettura! :-D
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#3

17 feb 2019, 17:40

Capitolo 1.1:
Prologo


Quella giornata era iniziata in modo assolutamente normale in casa Harris. Mamma Grace aveva svegliato amorevolmente le sue figliole e stava preparando loro la colazione in fretta prima di correre al lavoro, come sempre. Nulla faceva presagire che qualcosa di imprevedibile stesse per accadere.

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Julia: ho faame!
Mamma: ecco qui tesoro.
Isabelle: Ma’, oggi fino a che ora devi stare al lavoro?
Mamma: fino a molto tardi, mi sa.
Julia: no!

La loro famiglia non poteva certo definirsi ricca, e la mamma era spesso costretta a fare gli straordinari nel ristorante in cui lavorava come cameriera. Non era raro vederla tornare a casa dopo le due di notte.

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Isabelle: non preoccuparti, ci sono io con te, no? Sono sicura che ci divertiremo un sacco oggi.
Julia: ma io…

Quella discussione si ripeteva senza sostanziali variazioni quasi ogni mattina da mesi. Ma questa volta ebbe un finale molto diverso, perché proprio in quel momento venne interrotta dallo squillare del campanello.

Drrrrrrin!

Mamma: ma chi può essere a quest’ora? (ad alta voce) Arrivo!

Alla porta trovò una stranissima donna con indosso un elegante completo e dal portamento serio. Sembrava completamente fuori luogo in mezzo a tutti quei bungalow, eppure dalla sua espressione si sarebbe detto che si sentisse del tutto a proprio agio.

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Che fosse un’assistente sociale? Preoccupata da questa ipotesi, la signora Harris disse cautamente alla donna:

Mamma: buongiorno.
???: buongiorno anche a lei, signora Harris.
Mamma: lei invece è…
???: sono la professoressa Collins, sono qui per parlare con Isabelle.

La signora Harris non si aspettava certo questo. Una professoressa? Che cercava Isabelle?

Nel frattempo la professoressa Collins tirò fuori da una tasca una busta. Era proprio una strana busta, la carta di cui era fatta aveva un che di antico, sembrava quasi trattarsi di pergamena. Come se non fosse stata abbastanza strana, le scritte che la signora Harris riuscì a intravedere sul retro sembravano scritte a mano con un inchiostro verde smeraldo.

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Prof. Collins: potremmo continuare il discorso dentro? Ho molto da dirvi, ma qui fuori sto attirando un po’ troppa attenzione.

In effetti metà degli abitanti dei bungalow vicini erano affacciati alla finestra, malamente nascosti dalle tende.

Mamma: come…? Va bene…

Fece accomodare la professoressa in cucina, dove Isabelle e la sorellina stavano ancora finendo di mangiare i loro cereali. Le due ragazze, ancora un po’ assonnate, impiegano qualche secondo prima di riuscire a mettere a fuoco l’ospite, ma non appena la inquadrano restano a bocca aperta. Quella donna emanava una forte aura di mistero, ma era difficile dire quale ne fosse la fonte.

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La professoressa, accorgendosi che nessun’altro sembrava intenzionato a parlare, iniziò a dire:
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#4

17 feb 2019, 17:45

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Prof Collins: vediamo, da dove posso iniziare… dovete sapere che Isabelle ha tutti i requisiti per frequentare la nostra scuola. Sono venuta a consegnarvi la sua lettera di ammissione.

Così dicendo, passò la strana lettera a Isabelle.

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Mamma: cosa? Ma non abbiamo mai fatto domanda per nessuna scuola, com’è possibile?
Prof Collins: noi cerchiamo delle qualità molto… speciali nei nostri allievi. E abbiamo motivo di credere che Isabelle le possegga.
Mamma: ma in che razza di scuola insegna lei?
Prof Collins: uhm, non penso che mi credereste sulla parola. Permettetemi di fare una piccola dimostrazione.

Detto questo tira fuori da un’altra tasca (quante tasche aveva in quel vestito?) un bastoncino, che teneva in mano come se fosse una bacchetta (ma non poteva mica essere una bacchetta, giusto?). L’agitò per aria, bisbigliando qualche strana parola che le altre non capirono, e la macchinetta del caffè sul banco della cucina si trasformò in un vaso di girasoli. Ripeté il gesto e la macchinetta tornò al suo posto.

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Vedendo che, come previsto, la sua dimostrazione aveva lasciato tutta la famiglia Harris a bocca aperta, la professoressa continuò con la sua spiegazione.

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Prof Collins: io insegno nella prestigiosa scuola Magia e Stregoneria di Hogwarts. Secondo le nostre fonti anche Isabelle possiede poteri magici, ed è quindi idonea a frequentare il nostro istituto.
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#5

17 feb 2019, 17:50

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Isabelle era allibita. Non le sembrava di avere poteri magici, se ne sarebbe accorta se ne avesse avuti, no?

Poi però iniziò a ricordare una lunga serie di piccoli eventi inspiegabili in cui si era trovata coinvolta. Come la volta in cui aveva tentato di aggiustare il giocattolo preferito della sorella, ma non appena aveva visto lo stato del meccanismo al suo interno si era immediatamente resa conto di non esserne in grado. Stava per rimetterlo nella scatola dei giocattoli quando, improvvisamente e senza un motivo apparente, quello aveva ripreso a funzionare. Come per magia. Forse, dopotutto, quella signora non era una truffatrice…

La mamma invece sembrava di tutt’altro avviso.

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Mamma: pensa davvero di poterci imbrogliare così? Non ho intenzione di spendere un patrimonio per spedire mia figlia in una scuola di truffatori!
Prof Collins: posso immaginare che sia difficile da credere, ma le assicuro che è tutto vero.
Mamma: come ha potuto anche solo a pensare che potessi credere a delle cavolate simili?

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Isabelle: aspetta mamma, forse non…
Mamma: forse cosa? Non vedi che ci vuole prendere in giro?
Isabelle: forse ha ragione, invece.
Mamma: Isa, non esistono i poteri magici, te ne rendi conto, vero?
Isabelle: ma allora… la volta che è uscita l’acqua calda dal rubinetto anche se il boiler era rotto? O la volta che Julia si era sbucciata il ginocchio, io gliel’ho medicato con il disinfettante e appena ho tolto il cotone non aveva più nessun taglio? O la volta…
Mamma: saranno coincidenze, Isa…

Sentendo che la signora Harris sembrava meno convinta di prima, la professoressa pensò di cogliere la palla al balzo per continuare il suo discorso. Lo disse tutto a d’un fiato, per evitare interruzioni.

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Prof Collins: come dicevo, Isabelle ha tutti i requisiti che cerchiamo. Se permettete, adesso vorrei parlarvi della nostra scuola. La scuola di Hogwarts è ospitata in un grande castello nascosto, dove si trovano sia le aule di lezione che i dormitori per i ragazzi. Tutti i maghi e le streghe del Regno Unito studiano nella nostra scuola. I professori che insegnano nella nostra scuola, modestamente, sono i migliori d’Europa. Inoltre…
Mamma: (scettica) sì, certo, ma quanto verrebbe a costare tutto questo?
Prof Collins: non c’è nessuna retta e vitto e alloggio sono gratuiti. Gli studenti devono solo provvedere al materiale e alle uniformi, e la scuola ha anche un fondo per aiutare i meno facoltosi con questi acquisti.
Mamma: ah.

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Isabelle: aspetti un attimo, ha detto dormitori? Significa che è un collegio?
Prof Collins: certamente, ma non devi preoccuparti di questo, i compagni di dormitorio diventeranno come una seconda famiglia.
Isabelle: oh. Ma io non posso stare tanto lontana da casa, chi baderà a Julia mentre mamma è al lavoro?
Prof Collins: provvederemo ad assumere una baby sitter per voi, non devi preoccuparti di nulla.
Isabelle: ma…
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#6

17 feb 2019, 17:56

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Julia: voglio andarci anch’io! Posso, posso?
Prof Collins: forse tra qualche anno, piccina.
Julia: uffa, ma io volevo andarci adesso!


La professoressa Collins si ripresentò il giorno seguente per accompagnare Isabelle e la signora Harris a fare le compere necessarie nella famosa Diagon Alley, la via nascosta che ospita i negozi dei maghi. Vedendo con i loro occhi il mondo magico sia Isabelle che sua madre si resero conto che tutto questo, per quanto assurdo, fosse reale.

A Isabelle venne dato un sacchetto contente i soldi dei maghi, che a quanto pare consisteva in grosse monete di oro, argento e rame chiamate galeoni, falci e zellini.
Comperarono i libri di testo, l’uniforme scolastica, un calderone, gli ingredienti per fare pozioni, una bilancia e un piccolo telescopio. Presero anche la bacchetta di Isabelle, in legno di salice, che a detta del commesso (uno strano tipo, un certo Olivander) era adatta a una persona portata per gli incantesimi di guarigione.

Il primo di settembre Isabelle prese il treno diretto a Hogwarts con molti altri giovani maghi e streghe. Una volta arrivati gli studenti furono accompagnati nella grandissima sala da pranzo del castello, che tutti chiamavano semplicecemnte “Sala Grande”. Gli studenti sedevano ai quattro tavoli più lunghi, divisi a seconda della casa di appartenenza.

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La professoressa Collins aveva spiegato a Isabelle anche questo strano sistema delle case: a quanto pare, la scuola fu fondata da quattro grandi maghi: Godric Grifondoro, Tosca Tassorosso, Corinna Corvonero e Salasar Serpeverde. All’inizio erano i quattro fondatori a scegliere i loro studenti e a istruirli personalmente. Ogni fondatore prediligeva diverse qualità nei loro allievi: Grifondoro premiava i coraggiosi e leali, mentre Tassorosso preferiva gli onesti e laboriosi. Corvonero invece sceglieva persone sagge e creative, mentre Serpeverde cercava studenti ambiziosi e determinati. Dopo la scomparsa dei fondatori gli studenti continuarono a essere divisi in quattro gruppi, e con un metodo molto ingegnoso: un vecchio cappello incantato, chiamato “cappello parlante”, captava le potenzialità di ogni studente e decideva a quale casa era più adatto. La scelta del cappello si chiamava smistamento, ed era proprio quello che gli studenti del primo anno stavano per fare.

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Preside Powell: benvenuti nuovi e vecchi studenti! Non voglio rubarvi troppo tempo, quindi che lo smistamento abbia inizio!

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Isabelle: cosa, davanti a tutti?
???: non preoccuparti, il cappello dice ad alta voce solo il nome della tua casa.

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Prof Collins: diamo inizio allo smistamento! Il primo studente di quest’anno in elenco quest'anno è: Collins Randall!
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#7

17 feb 2019, 19:21

Noooo fantastico una storia potteriana :slove2: :slove2: :slove2:
(come mi manca la magia del 2 :ssob: )
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#8

17 feb 2019, 20:01

Usare TS2 è un po' una limitazione sul lato grafico, ma ci sono maghi e streghe! Credo che questo sia il motivo principale per cui sono così restia a passare a TS4, per ora :wink:
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#9

18 feb 2019, 12:25

Uhhh chissà in che casa la mette il cappello!!!!
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#10

18 feb 2019, 14:36

Super interssante non vedo l'ora di leggere il seguito, aggiorna presto! :slove:

La magia di Ts2 è spettacolare, spero che prima o poi la introducano su ts4, però dai ts2 fa ancora la sua figura graficamente.u.u
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