I quattro colori di Hogwarts

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#151

10 giu 2019, 11:09

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Bene, con lo scorso capitolo ho raccontato qualcosa su nonna Sybille, e con questo capitolo intendo raccontare anche qualcosa sulla storia di suo figlio e di sua nuora, nonché genitori di Will e Morgan. Siamo negli anni ’80, quindi rispetto alla storia canonica siamo nel periodo di calma tra la prima scomparsa di Voldemort (1981) e il suo ritorno (1995). In pratica loro hanno un’età a metà strada tra quella di Harry & co e quella dei loro genitori.
Capitolo Extra:
la famiglia Walker (Parte II)


1° settembre 1982, Hogwarts

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Prof Powell: allora, vediamo chi è il prossimo. (Incerto) Chandrasekhar Mahima … l’ho letto bene?

Una ragazzina si staccò immediatamente dal gruppo di studenti in attesa di essere smistati. Camminava a testa alta e sembrava voler fulminare con lo sguardo chiunque avesse anche solo osato ridere del suo nome.

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Cappello parlante: … SERPEVERDE.

Il cappello non le era rimasto in testa per meno di cinque secondi e non aveva detto nient’altro. Doveva proprio essere convinto di quella decisione.

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???: qualcuno ha una mezza idea di chi possa essere?
? ?: forse io sì, com’era già il cognome?
???: Chandra-qualcosa, se non erro.
? ?: dove l’ho già sentito… a sì, è vero! Me ne ha parlato mio padre l’altra sera. Deve essere la figlia dei nuovi ambasciatori che ci hanno mandato dall’India.

Lo aveva detto con un leggero tono di monito nella voce. Quella era gente importante, non conveniva a nessuno inimicarsi la loro adorata figlioletta.

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Prof Powell: fate un po’ di silenzio, insomma! C’è ancora un ragazzo da smistare!

Quando il brusio nella sala diminuì un po’, il professore riprese la pergamena con la lista degli studenti del primo anno e lesse l’ultimo nome:

Prof Powell: Walker Alexander!

Con aria più annoiata che preoccupata, anche l’ultimo ragazzo si incamminò verso lo sgabello su cui era poggiato il cappello parlante. Non fece neanche una piega quando glielo misero in testa.

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Cappello parlante: oh, questo sì che è interessante. Qui c’è proprio qualcuno che vorrebbe dimostrare a tutti quanto vale, non è così?
Alexander: e se anche fosse?
Cappello parlante: sei proprio sicuro di volere questo?
Alexander: sì.
Cappello parlante: allora proviamo così: SERPEVERDE!
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#152

10 giu 2019, 11:09

Gli anni passarono veloci, con gli alti e bassi tipici di Hogwarts.

Mahima con il suo contegno e serietà era entrata a pieno titolo tra gli studenti più promettenti della scuola. Nessuno rimase sorpreso quando, al quinto anno, riuscì anche ad aggiudicarsi la nomina a Prefetto.
Era molto orgogliosa di questo suo nuovo ruolo, che ricoprì fin da subito con serietà esemplare. Determinata a vincere la coppa delle case, come prima cosa decise di stilare una lista dei problemi della sua casa che necessitavano di una soluzione immediata. E al primo punto della sua lista c’era Alexander Walker, che con le sue stupide bravate stava facendo perdere una marea di punti a tutti i serpeverde.

Novembre 1987, Hogwarts

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???: ehi Alex, pronto per la partita?

Alexander gli rispose con un’occhiataccia. Lo sapevano tutti che odiava farsi chiamare in quel modo, era un nomignolo stupido.

Alexander: (infastidito) per la milionesima volta, mi chiamo Alexander, non Alex.
???: vabbè, fa’ un po’ come preferisci. Ma vedi di buttare addosso ai grifondoro più bolidi che puoi.

La partita era stata molto combattuta, alla fine erano riusciti a vincere con un margine di soli 15 punti. Forse non erano molti, ma erano comunque sufficienti per far festeggiare una casa intera.

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Esaltato dalla vittoria, Alexander si chiese: “cosa potrei fare per rendere questo giorno davvero memorabile?” La squadra dei grifondoro era ancora nello spogliatoio, quindi forse…

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? ?: (isterica) levamelo dai capelli, levamelo!
Prof Powell: (allarmato) ehi, che è successo?
???: qualcuno ha buttato dei folletti nel nostro spogliatoio!

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Mahima: sei stato tu, non è vero?
Alexander: (beffardo) e se anche fosse? Cosa vorresti fare, dirlo a un professore?

No, quello non sarebbe servito a nulla. Le punizioni dei professori gli scivolavano addosso senza lasciare tracce, tirando in ballo i docenti l’unico risultato sarebbe stato quello di perdere altri punti casa. Se voleva che capisse davvero la lezione, doveva togliergli qualcosa a cui tenesse davvero.

Mahima: (autoritaria) no, ho in mente qualcosa di meglio in effetti.

E cosa poteva aver escogitato allora? Ad Alexander non veniva in mente nient’altro, ma l’espressione malignamente compiaciuta che Mahima aveva in volto non prometteva niente di buono.

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Mahima: Prendi nota, perché da oggi sei fuori dalla squadra di quidditch.
Alexander: (scioccato) cosa? Non puoi farlo!
Mahima: questo lo dici tu. Comunque, se ci tieni tanto a tornare in squadra, ti conviene non metterti più nei guai da qui fino a giugno. Se ci riesci, potrei anche decidere di revocare la tua punizione.

Detto questo Mahima mollò Alexander lì da solo, ignorando completamente gli insulti che le stava lanciando contro. Era proprio riuscita a fregarlo.
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#153

10 giu 2019, 11:10

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… siamo entrambi molto orgogliosi dei tuoi progressi. Continua così.

A presto

C. R. Chandrasekhar



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Alexander si era appostato davanti alla porta della biblioteca, pensando a cosa fare. Aveva visto che Mahima era da sola in biblioteca, come al solito. Stava leggendo una lettera, ed aveva anche un’espressione ridicolmente soddisfatta sul volto.

Se ci teneva a tornare in squadra non poteva più rischiare di finire in punizione, ma se non c’erano professori in giro non c’era nulla ad impedirgli di farle qualche scherzo. Dopotutto, se l’era proprio cercata.

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Alexander: Accio lettera!

Mahima si accorse con un secondo di ritardo di quello che stava succedendo, così la lettera finì dritta dritta nelle mani dell’altro.

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Mahima: (arrabbiata) ridammela subito!
Alexander: (beffardo) ah, quindi ci tieni a questa lettera. Chi te l’ha scritta, il tuo fidanzato?
Mahima: questo è un comportamento a dir poco infantile!

Per farla innervosire ancora di più, Alexander diede una sbirciata alla lettera che teneva stretta in mano. Era una lettera dei genitori di Mahima, piena zeppa di elogi per la loro adorata figlioletta perfetta.
Il genere di lettere che lui non riceveva mai. Ormai i suoi genitori si limitavano a scuotere la testa con rassegnazione tutte le volte che avevano sue notizie, non sapevano proprio più che fare con lui.

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Alexander: … bah, riprenditi pure la tua stupida lettera…

Le buttò la lettera in faccia, per poi voltarsi ed uscire dalla biblioteca quasi di corsa.
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#154

10 giu 2019, 11:11

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Mahima era rimasta a dir poco sorpresa per quell’improvviso cambio di atteggiamento. Cosa poteva essergli preso? Che fosse… invidioso?

Non sapeva di preciso quale fosse il motivo per cui Alexander si comportasse così, ma aveva come l’impressione che potessero c’entrare i suoi genitori. Forse indagando un po’ sul loro conto sarebbe riuscita a risolvere quel problema…
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Decisa a seguire quella pista, Mahima andò di chiedere delucidazioni a Ector, un ragazzo del sesto anno a cui tutti si rivolgevano quando avevano bisogno di informazioni.

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Mahima: tu ne sai qualcosa dei genitori di Walker?
Ector: (annoiato) sono un po’… particolari. Suo padre è una specie studioso, al momento sta studiando le antiche tecniche divinatorie dei Maya nello Yucatan, se non erro. Un vero spreco di tempo, se mi permetti.
Mahima: e sua madre invece?
Ector: oh, lei è completamente fuori di testa. È convinta di essere una Veggente, è quella che scrive quei tremendi oroscopi per la gazzetta del Profeta. Ma non serve certo una cima per capire che sono due incapaci, non riescono neppure a tenere in riga quel deficiente di Walker.

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Quindi era questo quello che pensavano di lui? Dopo cinque anni era ancora solo “il figlio di quei due incapaci di Edwin e Sybille”? Beh, se le cose stavano così potevano anche andare tutti a quel paese.

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Mahima: Walker, dove stai andando? A quest’ora non si può uscire dai dormit…
Alexander: (esasperato) ma non riesci proprio a farti i cavoli tuoi una volta tanto?

Le lanciò un’ultima occhiataccia, e poi uscì di corsa dal loro dormitorio.

Mahima lo aveva seguito di slancio, con tutte le intenzioni di trattenerlo. Purtroppo però non riusciva già più a vederlo da nessuna parte, doveva essere già corso via verso i piani superiori. Normalmente a quel punto avrebbe lasciato perdere, dopotutto erano problemi suoi se si faceva beccare e finiva in punizione. Quella volta però non era del tutto colpa di Alexander, anche lei si sarebbe offesa sentendosi dire quello che aveva appena sentito lui.

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Maledicendo mentalmente Ector e la sua linguaccia lunga, decise quindi di andare a cercarlo.
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#155

10 giu 2019, 11:12

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Mahima: dovresti tornare al dormitorio, se ci beccano quassù ci levano come minimo 100 punti a testa.
Alexander: (sarcastico) tsé. Per voi non è meglio non avermi nei paraggi? Così potete pure continuare a prendermi in giro in pace.
Mahima: ti assicuro che abbiamo tutti di meglio da fare che prendere in giro te.
Alexander: (sarcastico) certo, come no. Quello che ha detto prima Ector non mi sembrava esattamente un complimento, sai?

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Mahima: (sedendosi) Ector è solo un cretino, lo sai anche tu. Era la prima volta in cinque anni che sentivo questa storia, sai?
Alexander: (sarcastico) quindi vorresti dirmi che non mi vedete come uno sfigato figlio di una veggente e di uno studioso perditempo? Ma fammi il favore…
Mahima: io non ti vedo così.
Alexander: (scettico) a no?

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Mahima: (severa) no. Quello che vedo io è solo un ragazzino presuntuoso che spreca tutto il suo tempo facendo scherzi inutili per attirare l’attenzione. Non è colpa dei tuoi genitori se nessuno ti prende sul serio, è solo colpa tua!

Evidentemente le parole di Mahima dovevano aver colto nel segno, perché ormai Alexander non sembrava più il solito sbruffone. Sembrava solo più un ragazzino fragile e insicuro.

Alexander: … e allora cosa dovrei fare?
Mahima: dovresti piantarla con gli scherzi, rimboccarti le maniche e dimostrare a tutti quello che sai fare veramente!

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Alexander si fermò un attimo per pensare a quelle parole. Forse Mahima aveva ragione, non avrebbe ottenuto niente continuando a comportarsi in quel modo. Ma era davvero ancora in tempo per cambiare?

Mahima: adesso possiamo tornare al dormitorio?

Alexander si limitò ad annuire, per poi seguirla giù per le scale.

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… per completare la pozione è infine sufficiente mescolarla in senso antiorario per sette volte. A questo punto la mistura dovrebbe aver assunto una tonalità…
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#156

10 giu 2019, 11:13

Alexander: posso sedermi?

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Mahima alzò gli occhi dal libro che stava leggendo. Sembrava sinceramente sorpresa di vederlo lì in biblioteca.

Mahima: … certo, nessun problema.

Senza dire altro, Alexander si sedette di fronte a lei e si mise immediatamente a leggere il libro che teneva in mano.

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Mahima: devo dedurre che hai finalmente deciso di metterti a studiare?
Alexander: forse il tuo metodo merita almeno un tentativo.

Aveva detto queste parole fissandola dritta negli occhi, come per sfidarla a contraddirlo. Non c’era più traccia del suo solito ghigno dispettoso, in quel momento sul suo viso si poteva solo leggere una forte determinazione a raggiungere i suoi obiettivi.
A saperlo prima Mahima gli avrebbe fatto quel discorsetto già da molto tempo, il risultato era impressionante.

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Alexander sorprese tutti: i professori, gli altri studenti, i suoi genitori e perfino se stesso. Alla fine dell’anno era già tra gli studenti più brillanti dell’anno e riuscì a ottenere voti a invidiabili ai GUFO. Non si era mai sentito così, gli sembrava che nessuno potesse più fermarlo!

L’anno seguente Mahima fu praticamente costretta a revocare la sua punizione. In realtà non le era dispiaciuto, dopotutto era evidente che non servisse più, ma era troppo orgogliosa per ammetterlo ad alta voce.

Visto che a quel punto Alexander era il giocatore della squadra di quidditch più anziano, riuscì anche ad accaparrarsi il ruolo di capitano. Ormai tutta la scuola parlava di lui, e a nessuno passava più per la testa di prenderlo in giro.

Ottobre 1988, Hogwarts

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Mahima: allora, adesso cos’hai da dire sul “mio metodo”?

Lo aveva chiesto con un sorriso soddisfatto a fior di labbra. Lei era così, sempre sicura e determinata in tutto quello che faceva. E alla fine riusciva anche ad ottenere sempre quello che voleva.

Alexander: (imbarazzato)… funziona meglio di quanto pensassi, in effetti.

Poteva essere anche difficile da ammettere, eppure era anche merito di Mahima se era riuscito a fare tutte quelle cose. Lei era stata la prima a credere nelle sue capacità, e anche la prima a cercare di spronarlo a dare il suo meglio.
Impegnato in questo ed altri pensieri, si era praticamente fermato in mezzo al corridoio. Quando Mahima se ne accorse si voltò per chiedergli:

Mahima: ehi, ma ci sei?

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Alexander: (tutto d’un fiato) Mahima, vorresti uscire con me?

Mahima era a dir poco stupefatta, non si aspettava affatto che Alexander avrebbe mai trovato il coraggio per farle quella domanda.

Solo un anno prima avrebbe considerato quella situazione assurda, non si sarebbe mai aspettata un tale cambiamento in lui. Invece in quel momento la domanda le sembrava più che lecita. Da quando Alexander aveva iniziato a seguire il “metodo di Mahima” avevano iniziato a passare parecchio tempo assieme, e si erano scoperti essere molto più in sintonia di quanto avrebbero mai potuto immaginare.
La sua risposta fu quindi:

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Mahima: perché no. Hai già in mente qualcosa?
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#157

10 giu 2019, 11:13

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#158

12 giu 2019, 21:43

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Ultimo Extra sulla famiglia Walker, dal prossimo ripartiamo con la seconda parte della storia!
Capitolo Extra:
la famiglia Walker (Parte III)


Dopo il loro diploma, i signori Walker non ebbero nessun problema a farsi assumere dal Ministero della Magia. Mahima lavorò sin da subito per l’ambasciata indiana insieme al resto della sua famiglia, mentre Alexander iniziò dall’Ufficio Regolazione e Controllo delle Creature Magiche.

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La loro preoccupazione principale restò il lavoro fino a quando, nel 1996, non si sparse definitivamente la notizia del ritorno del Signore Oscuro. Poco dopo il mondo magico ripiombò velocemente nel caos della guerra tra i mangiamorte e chi gli si opponeva.

A differenza della maggior parte delle persone che conoscevano, però, loro preferirono non schierarsi con nessuna fazione. I genitori di Mahima, in vece di ambasciatori, si erano dichiarati indignati da quella situazione incresciosa ed erano tornati immediatamente in India. Mahima li aveva seguiti, proponendo anche ad Alexander e ai suoi genitori di andare con loro. Sybille e Edwin accettarono immediatamente: non avevano partecipato alla prima guerra dei maghi, e non avevano nessuna intenzione di partecipare neppure alla seconda(*). Convincere anche Alexander ad andare con loro fu molto meno semplice, ma nonostante la sua riluttanza alla fine anche lui cedette.

(*nella “storia canonica”, le guerre dei maghi sono i periodi in cui Voldemort e i suoi mangiamorte hanno seminato il panico nel Regno Unito per cercare di prendere il potere. La prima va dal 1970 al 1981, la seconda dal 1995 al 1998*).

Varanasi (India), settembre 1996

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Mahima: questa era la soluzione più sicura per tutti. E lo sai anche tu.
Alexander: (scettico) sarà.
Mahima: la guerra non durerà per sempre. E quando finirà potremo tornare a casa.
Alexander: potremo? Quindi non vuoi restare qui in India, con la tua famiglia?
Mahima: (vaga) … forse a Londra fa un po’ troppo freddo, ma per il resto non è poi tanto male.
Alexander: non è che volevi anche dire che ti sarebbe mancato troppo qualcuno?

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Mahima: … piuttosto vedi di darti una mossa, tra mezz’ora dobbiamo incontrare i rappresentanti della Malasya.
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Il Signore Oscuro era stato sconfitto più in fretta di quanto pensassero e poterono tornare tutti nel Regno Unito già alla fine del 1998.

Durante la guerra erano stati in molti ad additarli come codardi per aver deciso di abbandonare il Paese nel bel mezzo della crisi, ma con il senno di poi la loro scelta si era invece rivelata vincente.
Infatti, mentre gli altri maghi si stavano facendo la guerra l’un l’altro, loro avevano costruito contatti e fatto esperienza lavorando con i maghi stranieri che collaboravano con i genitori di Mahima all’ambasciata. Per loro fu quindi molto facile ottenere un’assunzione all’Ufficio per la Collaborazione Magica Internazionale, ricoprendo sin da subito posizioni di spicco all’interno del Ministero della Magia in ricostruzione.

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Alexander: (scocciato) ma era proprio necessario?
Mahima: assolutamente sì. Il nuovo Ministero è il più filo-babbano che si sia mai visto qui nel Regno Unito, il Capo del nostro dipartimento sembra tenerci molto a questo genere di cose.
Alexander: (sospettoso) sarà…

Mahima poteva anche sostenere che vestirsi da babbani a quel modo servisse a fare una buona impressione sul loro nuovo capo, ma Alexander aveva lo stesso la nettissima impressione che si trattasse solo di una scusa per obbligarlo a tagliarsi i capelli una volta per tutte.
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Poco tempo dopo decisero di sposarsi. All’inizio avevano pensato a una cerimonia molto semplice con pochi invitati, ma anche limitandosi ai parenti e agli amici più stretti il risultato finale era stato una delle feste più grandiose dell’anno.

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Erano poi andati a vivere nella dimora della famiglia Walker, nello Yorkshire. Era la stessa casa in cui Alexander era cresciuto e in cui vivevano ancora i suoi genitori. Nonostante ciò, considerando quanto grande fosse quell’edificio, il fatto che anche Edwin e Sybille vivessero lì non preoccupava particolarmente nessuno.
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#159

12 giu 2019, 22:07

Nel 2000 Mahima era poi rimasta incinta del loro primo figlio, mettendo sia lei che Alexander di fronte a una domanda molto importante.

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Alexander: hai già pensato a come chiamarlo?
Mahima: o chiamarla. Non è detto che sia maschio.

Mahima sembrava molto pensierosa, evidentemente doveva aver pensato molto a quella questione.

Mahima: (seria) credo che dovremmo evitare nomi indiani.
Alexander: ne sei sicura? Ho come l’impressione che i tuoi non la prenderebbero troppo bene.
Mahima: non sono loro a dover prendere questa decisione.
Alexander: e quindi vorresti dargli un nome inglese?
Mahima: (pragmatica) è la soluzione più sensata. Lui, o lei, nascerà e crescerà qui in Inghilterra, di cognome farà Walker. In pratica sarà inglese, dargli un nome straniero complicherebbe solo le cose. In pratica sarebbe la stessa cosa che hanno fatto i tuoi genitori con te, non mi pare che tu te la stia cavando così male, no?

Alexander si prese un attimo prima di rispondere. Sua moglie aveva posto la questione nel modo da farla sembrare il più ragionevole possibile, e aveva anche cercato di mostrarsi convinta di quello che stava dicendo. Ma lui aveva comunque la netta impressione che, in fondo, sarebbe stata lei la prima a dispiacersi se avessero davvero deciso di non tenere conto delle loro origini. Forse si poteva raggiungere un compromesso migliore.

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Alexander: però non possiamo neppure ignorare del tutto i suoi antenati, o no?
Mahima: allora cosa proponi?
Alexander: potremmo mettere almeno un secondo nome indiano.

Mahima si limitò ad annuire, pensierosa. In effetti, l’idea di Alexander poteva funzionare.


Riuscirono a trovare un nome che accontentasse entrambi solo poco prima della nascita della loro prima figlia. Dopo mille indecisioni, avevano deciso di chiamarla Morgan Indira Walker.

Fin da piccola Morgan era stata una bambina vivace e curiosa. Era la cocca dei suoi genitori e ancora di più dei suoi nonni, e amava ascoltare tutte le fiabe che le raccontavano.

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Nonno Edwin: “Da quel giorno, il mago aiutò gli abitanti del villaggio così come aveva fatto suo padre, per evitare che la pentola scalciasse via la pantofola e ricominciasse a saltellare. Fine”
Morgan: ancora, ancora!
Nonno Edwin: questo è lo spirito! Che fiaba vuoi sentire?
Morgan: la fontana!
Nonno Edwin: e allora vada per la fontana della buona sorte.

(*il libro che stanno leggendo naturalmente è la famosa raccolta di fiabe di Beda il Bardo*)
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Alla fine del 2003 nacque anche il loro secondogenito. I signori Walker decisero di chiamarlo come alcuni suoi antenati, giungendo dopo mille discussioni a un accordo sul nome William Chandran Walker. I suoi nonni iniziarono immediatamente a coccolarlo e a viziarlo tanto quanto facevano con sua sorella, e non perdevano occasione per passare del tempo con lui.

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Nonna Sybille: oh, guardate! Il piccolo Will si è svegliato!

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Alexander: William, non Will.
Nonno Edwin: infatti. Will non è neppure un nome vero e proprio, è solo un verbo modale che si usa per…
Nonna Sybille: (divertita) va bene, come preferite… intanto noi andiamo a mangiare qualcosa, non è così piccolo mio?

Osservando la scena Mahima si limitò a scuotere la testa, come per dire: “dovreste rivedere le vostre priorità”. Alexander poteva dire quello che voleva, ma per certe cose era tale e quale a suo padre.
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#160

12 giu 2019, 22:08

Anno 2009, casa Walker

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A causa del loro lavoro i signori Walker non passavano molto tempo a casa con i loro figli, quindi William e Morgan hanno passato la maggior parte della loro infanzia con i loro nonni. In pratica uscivano molto raramente da casa loro e trascorrevano tempo con altri bambini solo poche volte all’anno. Non andavano neppure a scuola perché i loro genitori, come la maggior parte degli altri maghi del Paese, avevano preferito farli studiare a casa piuttosto che mandarli in una scuola elementare babbana. A occuparsi della loro istruzione erano quindi principalmente i loro nonni.

Morgan non sembrava avere particolari problemi, le era sempre piaciuto passare il suo tempo con Sybille e Edwin. William invece si era presto stancato di quella situazione e aveva iniziato a trattare tutti con insofferenza. In effetti l’unico essere vivente con cui sembrasse andare davvero d’accordo in quella casa era il suo gufo, un piccolo barbagianni di nome Maya.

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Morgan: (emozionata) ma quindi la nonna Prevede davvero il futuro?
Nonno Edwin: certo che sì.
Morgan: voglio farlo anch’io! Posso, posso?
Nonna Sybille: ecco tesoro, non è una cosa che sanno fare tutti. È…

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Morgan: uffa, ma io voglio...
Nonna Sybille: forse ci riuscirai anche tu quando sarai più grande, tesoro.
Morgan: (imbronciata) ma io voglio provarci adesso!
Nonno Edwin: forse noi non possiamo fare tutto quello che fa la nonna, ma se vuoi ho lo stesso qualche libro che potremmo leggere assieme. Ti va Morgan?
Morgan: sìììì!
Nonno Edwin: (scherzoso) e non piacerebbe anche a leggere qualche libro di divinazione, William?

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William: (scocciato) no.
Morgan: perché no?

William si limitò ad alzare le spalle, come a dire: “perché non me ne frega niente”. Si irritava molto facilmente, soprattutto se lo interrompevano per porgli domande stupide come quella.

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Morgan: (alzandosi dalla sedia) dove vai?
William: in camera mia.
Morgan: posso venire anch’io?
William: no.
Nonno Edwin: su William, fa’ giocare anche tua sorella con il tuo gufo.
William: (sbuffa)
Morgan: Per faaaavore!
William: (scocciato) e va bene, fa’ un po’ come vuoi… ma se ti becca di nuovo non lamentarti.
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