[MINISTORIA] Rouge

Archivio delle storie che hanno visto il lieto fine.
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archisim
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#1

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[align=center]Capitolo 1[/align]
[align=center]Capitolo 2[/align]
[align=center]Capitolo 3[/align]
[align=center]Epilogo[/align]
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#2

Capitolo1

"C'era una volta una cara ragazzina; solo a vederla le volevan tutti bene, e specialmente la nonna, che non sapeva più cosa regalarle."

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A Willow Creek iniziava una mattina come tante: i lampioni che illuminavano le strade non avevano ancora spento la loro lanterna, che il sole già faceva capolino da dietro le colline verdeggianti, ridestando la cittadina dal suo torpore.
Willow Creek era un piccolo borgo costituito per la maggior parte da ville immerse nel verde e giardini lussureggianti e curatissimi, il classico paradiso terrestre dove i più abbienti potevano permettersi di svernare o passare in tranquillità gli anni della pensione.
Non c’è da stupirsi quindi che i pochi giovani che avevano avuto la fortuna (o sfortuna) di trovarsi a vivere lì non avessero altro desiderio se non trovarsi il prima possibile da vivere in una città ben più movimentata e moderna.

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Eppure in quella assolata mattina, Rouge, col il suo ridotto bagaglio, si trovava a bussare alla porta dell’amata nonnina Bess, una ex-cantante lirica che aveva accumulato una discreta fortuna grazie alle sue rinomate doti canore, la quale, una volta abbandonate le luci della ribalta, aveva identificato in Willow Creek il rifugio e il clima ideale per sé stessa e le sue preziose ma stanche corde vocali.
Certo, resta da chiedersi come mai una avvenente e frizzante fanciulla di città come Rouge si fosse trovata a voler passare l’estate insieme ad una vecchia un po’ inacidita dall’età e con uno stile di vita alquanto morigerato: ma nessuno qui ha ancora accertato se la visita fosse di piacere, di necessità, oppure imposta.

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Fatto sta che l’abbraccio che Rouge diede alla nonnina appena varcata la soglia fu molto convincente e nel cuore di Bess non vi fu il minimo dubbio sul fatto che la sua adorata nipotina non vedesse l’ora di spendere del tempo con lei, e magari approfittarne per imparare qualche vocalizzo. C’è da notare che l’arrivo di Rouge nella villa aveva reso di ottimo umore non solo la vecchia Bess, ma anche Percival, baldo giovanotto ospite dell’anziana signora che lavorava ormai da vari anni alle sue dipendenze come giardiniere e tuttofare per racimolare qualche soldo extra in più rispetto al suo lavoro principale, il taglialegna (ebbene sì, il taglialegna. Altrimenti come ve le spiegate quelle belle braccia tornite?).

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Bess: Percival caro, perché non vai a renderti presentabile e scendi anche tu ad assaggiare i meravigliosi dolcetti che ha portato la mia deliziosa nipotina?

Non c’è che dire, nonna Bess aveva sempre avuto un gran senso del pudore. E soprattutto, era una donna discreta.

Bess: Percival caro, la mia nipotina non ha ancora smaltito lo smog di città, perché dopo la merenda non la porti a fare un giro nei dintorni? Respirare un po’ di aria pulita non può farle altro che bene.

Nonna Bess cara, Percival sentitamente ringrazia, non fosse che certi vezzeggiativi affettuosi, nonché l’utilizzo del termine ‘merenda’ in una discussione tra adulti, può rendere il tutto parecchio imbarazzante.

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Percival comunque non si sarebbe per nulla al mondo fatto sfuggire questa occasione: pelle di porcellana, grandi occhi verdi, sorriso accattivante, labbra rosse e soffici (e qui ci fermiamo per pudore) … in quel luogo popolato da cariatidi, non gli sarebbe mai più capitato di poter passare del tempo con una giovane fanciulla tanto bella.
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archisim
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#3

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Sebbene nelle storie come questa il bravo ragazzo sia sempre quello timido e impacciato, per fortuna il nostro Percival non corrispondeva allo stereotipo di questo genere e anzi, malgrado i suoi argomenti di conversazione non si potessero definire propriamente brillanti, era in grado di intrattenere con facilità una qualsiasi ragazza senza che questa fuggisse inorridita o mostrasse segni di insofferenza.
Oltretutto il giovanotto era anche un gran bel pezzo di taglialegna: abbronzatura da boscaiolo, spalle larghe e bicipiti ben allenati, sodo dove serviva, nonché sguardo innocente gentilmente offerto da due profondi occhi blu. Rouge, affascinante fanciulla da poco uscita dal periodo dell’adolescenza, di certo non era rimasta indifferente al fascino del suo accompagnatore, e non fu per nulla disgustata all’idea di passare un pomeriggio sola con lui.

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I divertimenti pomeridiani offerti dalla cittadina di Willow Creek non erano minimamente paragonabili a quelli offerti da una grande città, ma la passeggiata nel parco, la visita al laghetto dei cigni con lancio di molliche di pane e le ore passate sull’erba a commentare le curiose forme che le nuvole assumevano di volta in volta, sembravano fossero volate, e i due giovani si ritrovarono sulla strada del ritorno quando ormai il sole stava per sparire all’orizzonte.

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Appena furono in vista della villa, Rouge, non ancora soddisfatta della giornata trascorsa, sfoderò il suo sguardo più seducente e chiese a Percival se proprio proprio, nei dintorni di quel tedioso paesello, non esistessero luoghi dove due giovani pieni di energia potessero trovare del sano divertimento: tralasciando il primo ovvio pensiero di Percival, il giovanotto sorrise annuendo e spiegò a Rouge che per trovare dei locali notturni bisognava spingersi appena fuori la zona residenziale. Il locale in questione era uno solamente, ma proprio perché unico nel suo genere, era frequentato da qualsiasi persona abitasse a Willow Creeek che ancora non portava una dentiera.
Sebbene con un po’ di rassegnazione, Rouge sembrò comunque entusiasta di poter frequentare un luogo affollato di suoi più o meno coetanei.

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Quando Rouge e Percival rientrarono effettivamente dalla passeggiata pomeridiana, il sole era ormai tramontato, e nonna Bess, assorta nella cura delle sue piante, fece finta di non accorgersi che i due stavano sgattaiolando di soppiatto in casa.
Fece anche finta di niente quando, subito dopo cena, entrambi si dichiararono stanchi della giornata e si avviarono ognuno verso la propria camera.
Bess avrebbe di gran lunga gradito una rilassante tisana sul divano accompagnata dai racconti di Rouge sulle novità famigliari, o perché no, una partita a burraco (Percival non era particolarmente portato per i giochi con le carte), ma per quella sera si convinse di essere anch’ella stanca, e si ritirò nella sua stanza; prima di prendere sonno si rigirò più volte nel letto poiché, sebbene riponesse in Percival, che vedeva ormai con un suo figlioccio, una fiducia assoluta (e fino a quel momento comunque ben riposta) ricordava bene quando, in gioventù, il sorriso accondiscendente di una bella ragazza poteva fare perdere completamente il senno all’uomo più virtuoso.

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Non fu propriamente il sorriso di Rouge a catturare l’attenzione di Percival quando, pronto per l’uscita serale, passò nella camera della ragazza per accelerarne i preparativi: sebbene i vestiti quotidiani già avevano lasciato intravedere forme decisamente provocanti, l’abbigliamento serale non mirava proprio a nascondere il corpo dannatamente sexy che Rouge si ammirava davanti allo specchio. Percival si sentì improvvisamente innamorato, e decise che quella sera non si sarebbe lasciato sfuggire l’occasione per approfondire la conoscenza con la ‘nipotina’.
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#4

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Giunti poco dopo al locale, l’intraprendente taglialegna si rese purtroppo conto che non sarebbe stato facile questa volta mantenere l’attenzione della ragazza, poiché il bar, frequentato da giovani, offriva svariate distrazioni, e gli short aderenti di Rouge non passavano certamente inosservati. Già al bancone Percival faticò a tenere d’occhio la ragazza che in men che non si dica era stata importunata da diversi avventori: fortunatamente Rouge sembrava starsene sulle sue, distratta dalla scelta del cocktail che voleva ordinare, e non fece caso nemmeno al ragazzo che glie lo fece preparare prima degli altri facendo leva sul suo evidente feeling con la barista.

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Una volta esaurita la consumazione, i due si scatenarono sulla pista da ballo, ma con gran disappunto di Percival, questi notò che il ragazzo del bar non aveva ancora mollato la presa, e osservava insistentemente la ragazza da un angolo della sala.
Sebbene in gran forma fisica, Percival era comunque un ragazzo tranquillo, e quella sera non aveva proprio voglia di fare a botte, soprattutto perché era ancora decisamente sobrio, e puntava a rimanere tale per tentare un approccio non del tutto imbarazzante con Rouge, cosa che non gli sarebbe riuscita né totalmente ubriaco, né con un occhio nero.

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Malgrado il vigile controllo di Percival, dopo poco Rouge si sentì accaldata e volle uscire all’aperto a respirare aria fresca. Nella sala affollata Percival la perse di vista e Rouge si ritrovò fuori sola nel patio del locale. Si stava giusto rinfrescando le gote con l’acqua fresca della fontana, quando lo sconosciuto che poco prima la osservava nella sala le si avvicinò.
Era anch’egli un bel ragazzo, ma con un fascino molto diverso rispetto a Percival: fisico asciutto, leggermente trasandato (ma quel trasandato un po’ chic), capelli corvini, occhi sottili e penetranti, sguardo furbo. Rouge si sentì decisamente fortunata quel giorno.
Il nome dello sconosciuto era Dagger, nome curioso pensò Rouge, e i suoi modi erano molto spigliati e intraprendenti, quasi già confidenziali, ma la ragazza non se ne risentì.
Non mostrò segni di indignazione nemmeno quando Dagger, che evidentemente era uno tipo che ci sapeva fare con le ragazze, le si fece vicino in modo sensuale e le fece capire quali erano le sue intenzioni per la serata.

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Poco dopo Rouge e Dagger completavano le presentazioni in un bagno del locale, senza curarsi di provocare rumori che stavano attirando l’attenzione delle persone che sostavano appena fuori dalla porta.

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Terminate le presentazioni, Rouge si ricompose alla bell’e meglio, si diede una sistemata al trucco sfatto e con l’atteggiamento più spontaneo che le riuscisse in quel momento uscì dal bagno, ignorando i sorrisini dei presenti. In fondo, era un’abitudine comunemente diffusa in qualsiasi parte del mondo quella di appartarsi nel bagno con un uomo, e loro che ne sapevano che Dagger era praticamente un perfetto sconosciuto per Rouge? La sua reputazione poteva essere salva, la sua integrità morale un po’ meno, ma in fondo, che le importava, lì, nessuno la conosceva.
Nessuno a parte Percival il quale, ormai rassegnato ad essersi perso l’occasione per la serata, stava dando fondo all’ultimo bicchiere in attesa che la sua compagna si rifacesse viva per tornare a casa.
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#5

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Sulla strada del ritorno, in attesa del taxi che li avrebbe riportati alla villa, Percival e Rouge ne approfittarono per fare due passi e recuperare lucidità, nonché per togliersi di dosso l’odore di alcool e fumo che avrebbero fatto sussultare la vecchia Bess la quale, per quanto potesse essere una nonna di larghe vedute, mal tollerava le uscite notturne (soprattutto quelle non dichiarate) e soprattutto i rientri rumorosi.
Rouge sembrava particolarmente allegra e frizzante e non mancava di lanciare a Percival sguardi sibillini che il ragazzo proprio non sapeva come interpretare. Doveva lasciar perdere e rimandare l’approccio a un’occasione meno movimentata? Però quegli short... accidenti se accendevano…

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Forse per quell’ultimo bicchierino di troppo, forse per quel bel sorriso che gli ondeggiava davanti, Percival non riuscì più a contenersi e, approfittando di un piccolo cortile poco illuminato ai lati del marciapiede, afferrò per i fianchi Rouge e la sospinse lontana dalla strada fuori dalla portata dei lampioni. Malgrado la leggera ebbrezza, Rouge questa volta non gradì per nulla l’intraprendenza del ragazzo, e dopo avergli rifilato un sonoro schiaffone, salì sconcertata e parecchio irritata sul taxi che si era appena fermato, e non proferì parola fino all’arrivo in villa, dove si rinchiuse nella sua stanza senza aspettare l’arrivo di Percival, il quale, un po’ abbacchiato, era salito sul taxi successivo e la seguiva a poca distanza.

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Ancora un po’ frastornato e sinceramente pentito del suo increscioso gesto, il ragazzo scivolò silenziosamente nella sua stanza e successivamente in bagno, ripetendosi quanto fosse stato avventato nel bruciarsi subito la prima sera quella bella occasione, e tra sé e sé pensava alle mille scuse che avrebbe sommessamente presentato a Rouge per il suo comportamento, sperando di salvare almeno una eventuale amicizia, dal momento che non poteva certo sperare in qualcosa di più. Era giunto alla scusa numero cinquantasei quando improvvisamente Rouge comparve ancora succintamente vestita sulla porta del bagno.

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Sebbene avesse già pronte ben cinquantasei frasi di perdono da rivolgere a Rouge, Percival non ebbe nemmeno il tempo di proferir parola che la ragazza gli si era già spalmata addosso coinvolgendolo in un passionale bacio. Ovviamente il ragazzo non oppose alcuna resistenza e lasciò che Rouge approfittasse di lui nei modi che più le piacevano.
Quando anche le luci della villa, probabilmente le ultime rimaste accese in tutto il quartiere, finalmente si spensero, la cittadina di Willow Creek potè dirsi assopita nella fresca tranquillità notturna. Ma non tutti dormivano quieti nei loro letti.

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…continua…
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albakiara
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#6

Ciao Archi!
Innanzitutto ti faccio i complimenti per le foto e le ambientazioni, si vede la cura che ci hai messo!
Veniamo ora ai personaggi, nonna Bess è un mito, la adoro XD Rouge è molto spigliata, accipicchia! Comunque ha ragione e non deve badare ai giudizi degli altri, soprattutto se c'è un figone come Dagger! Tra Percival e Dagger per ora preferisco il primo, anche se è presto per farsi un'idea precisa. Temo che lo scontro tra il taglialegna ed il bel tenebroso è solo rimandato... SANGUEEEE!!!
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archisim
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#7

Grazie mi diverto un sacco a creare le "location" per le mie storie ... quasi più che a creare la storia stessa :lol:
Rouge ha molte altre 'qualità' che scoprirai presto 8-)
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Tati
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#8

Bellissime foto e stupenda la storia!!!
Sono curiosa ora di scoprire queste "qualità"...facci saper presto come continua *_*
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mettiu
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#9

Saranno scontati ma anche io ti faccio i miei più sinceri complimenti, sia per lo scritto che per le foto, che sono veramente stupende!
Comunque... Povero Percival. :disgusto:
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#10

Tati Bellissime foto e stupenda la storia!!!
Sono curiosa ora di scoprire queste "qualità"...facci saper presto come continua *_*
Grazie!! Hihihi potrebbero essere qualità non proprio positive :-o
mettiu Saranno scontati ma anche io ti faccio i miei più sinceri complimenti, sia per lo scritto che per le foto, che sono veramente stupende!
Comunque... Povero Percival. :disgusto:
Grazie met essendo ministoria riesco a impegnarmi di più per entrambe le cose!
Povero Percival dici..... mmmm :twisted:
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