[MINISTORIA] Hans & Greta

Archivio delle storie che hanno visto il lieto fine.
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archisim
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#1

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archisim
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#2

Capitolo1

" C’era una volta un povero taglialegna che abitava davanti a una gran foresta con la moglie e i suoi due bambini. Il maschietto si chiamava Hansel, e la bambina, Gretel.."

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Greta: Hans! Svegliatiii! Hans non è possibile che tu stia ancora dormendo! E’ tardi io devo andare al lavoro e forse.. dovresti anche tu! HANS! SVEGLIA!
Hans: Humghumhg… zzz


Ed è così che inizia ogni nuova giornata in casa Bread… Greta sveglia e pimpante con sorriso smagliante già appena alzata dal letto, suo fratello Hans ancora più di là che di qua. Probabilmente non crede nemmeno che il mondo ESISTA prima delle 8.00 di mattina.
Ma dovete sapere, mie cari lettori, che non è sempre stato così: prima della prematura scomparsa dei loro genitori, i due gemelli erano promettenti studenti modello i quali, consci delle difficoltà economiche della famiglia, si impegnavano a tal punto che erano sempre riusciti a progredire negli studi grazie a borse di studio e premi accademici.
Il loro futuro appariva già come un sentiero lastricato di soddisfazioni e successi, poiché insieme, sostenendosi a vicenda, erano riusciti a superare tutti gli ostacoli che la vita aveva posto lungo il loro cammino.
Un brutto giorno, purtroppo, il padre, che lavorava presso una falegnameria, ebbe un incidente sul lavoro e si ritrovò in fin di vita all’ospedale, dove già stazionava la madre gravemente malata la quale, in mancanza del sostegno del marito, avrebbe seguito la sua sventurata sorte pochi giorni dopo la dipartita del consorte.
Hans e Greta, profondamente sconvolti dalla loro prematura condizione di orfani, attraversarono un lungo periodo di rielaborazione del lutto, periodo in cui Greta cercò di reagire positivamente con tutte le sue forze, mentre Hans si lasciò divorare dalla solitudine e dalla depressione.
Greta, uscita rafforzata dalla dolorosa esperienza, tornò più combattiva di prima e riuscì a conseguire una laurea a pieni voti (e bacio accademico) in una prestigiosa università, per trovarsi pochi anni dopo nella stessa aula in cui aveva studiato sodo, ma dietro la cattedra, ad insegnare a studenti che non si capacitavano di avere una professoressa così poco più vecchia di loro.
Hans invece, non essendo ancora uscito dal buio tunnel in cui si era rifugiato, aveva abbandonato gli studi e si dedicava all’arte individuale della pittura ma, pur essendo molto dotato in tal senso, non riusciva a produrre che pochissimi pezzi (seppur capolavori!) che era costretto a svendere ai pochi collezionisti che lo conoscevano, poiché nessun mecenate del settore aveva intenzione di prendere un impegno con un’artista tanto altalenante nella produzione.
Col tempo, anche l’intesa, un tempo fortissima, tra i due gemelli, si era irrimediabilmente compromessa, e a stento Greta cercava di comunicare col fratello che sembrava ormai felice nel suo mondo di ignavia.

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Pur sapendo di toccare un tasto dolente, Greta, ogni dannata mattina, insieme alle colazione sfornava la sua quotidiana dose di consigli sollecitazioni incoraggiamenti ai quali generalmente seguiva nient’altro che un costante silenzio, e quelle poche volte in cui Hans decideva di aprire bocca era per chiedere del burro da spalmare. O marmellata, a seconda del piede con cui si era alzato dal letto.

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L’allegra mattinata proseguiva con Greta che rigovernava cucina e lavello, saliva al piano di sopra a sprimacciare i cuscini e rifare i letti, rileggeva qualche riga dell’ultimo saggio di cui si stava occupando, magari effettuando qualche piccola correzione, si lavava i denti dandosi una sistemata allo specchio, annaffiava le piantine sul retro, lucidava e infilava le scarpe e usciva, pronta per le sue otto intense ore lavorative, lasciando la graziosa villetta che aveva ereditato, frutto dei sacrifici dei genitori, che ella accudiva amorevolmente con una minuziosa manutenzione mensile, quasi fosse il suo modo di mantenere vivido il loro ricordo.

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La giornata di Hans proseguiva invece in modo diametralmente opposto: dopo la colazione si affacciava alla finestra della cucina con la sua sigaretta di rito, osservando mestamente la sorella che si dava da fare nel piccolo giardino sul retro; gettato il mozzicone poco oltre il patio, si dirigeva stiracchiandosi al piano di sopra per dedicarsi a una luuunga doccia, con la quale esauriva sempre l’acqua calda nello scaldabagno.
Sotto il getto dell’acqua egli liberava i suoi pensieri, incapaci di fluire apertamente in presenza della sorella.

E anche oggi la solita ramanzina.. Hans svegliati, Hans datti da fare, Hans Hans Hans..
Ma chi sei tu per dirmi come dovrei vivere la mia vita?! Proprio tu che non hai altro che il tuo noioso lavoro da insegnante, ogni giorno ti siedi di fronte a ragazzi di poco più giovani di te, ma ogni singola giornata di ognuno di loro è mille volte più interessante ed avventurosa di tutta la tua vita. Stai ancora cercando di rendere orgogliosi i nostri genitori? Ah se sapessi che razza di genitori ci erano capitati.. Tu sempre così fiduciosa e determinata, guardavi solo dritto davanti a te, verso il tuo obiettivo.. Io ho provato a mostrarti ciò che avevo scoperto, ma tu non hai voluto sentire ragioni.. Ora tu hai la tua brillante carriera.. e io.. ti sopporto così come sei.. come sei diventata.


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Il tempo di asciugarsi frettolosamente e qualcuno bussava alla porta, ma Hans non aveva bisogno di chiedere ‘chi è?’, lui sapeva già che si trattava di Ginger, la sua amante, la sua musa, la sua maledizione.
Ginger non aveva bisogno di apparire affascinante, interessante o intelligente.. la natura le aveva già offerto tutto ciò di cui una donna poteva aver bisogno: l’aveva resa bellissima, di una bellezza allo stesso tempo eterea e inquietante, l’aveva resa misteriosa, coi capelli corvini e uno sguardo intenso e distante, capace di rapire in un istante il cuore di un uomo, e l’aveva resa smaliziata, qualità che non faceva che esaltare le altre due prima descritte.
Ginger amava i colori cupi, vestiva sempre di nero, ma con abiti poco comuni, che se indossati da una donna non dotata della sua naturale eleganza, sarebbero apparsi alquanto bizzarri: la sua oscura eccentricità l’aveva resa irresistibile agli occhi dell’artista Hans, che la rendeva soggetto di quasi ogni suo quadro, sia come modella, sia come oggetto sublimato nei modi più disparati, inconcepibili ai più.
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archisim
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#3

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Ginger era anche però una donna dalla profonda fede, una fede un po’ tutta a modo suo forse, ma credeva nella sacralità del matrimonio e non voleva concedersi ad uomo alcuno prima del matrimonio: questo certamente faceva impazzire Hans il quale, anch’egli (involontariamente) illibato, l’avrebbe voluta sua giorno e notte, ma essendo un uomo rispettoso accettava la situazione, seppur con incertezza, in attesa che qualcosa cambiasse da sé.

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Ginger amava la notte più di ogni altra cosa e, quando la Luna squarciava il cielo con la sua faccia pallida e tondeggiante, la sua pelle liscia e bianchissima risplendeva illuminata come una porcellana preziosa.

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Hans amava passeggiare con Ginger sotto il chiaro di Luna per poter guardare la sua donna bellissima brillare più della Luna stessa, ma amava passeggiare con lei soprattutto perché la Luna piena accendeva la sua bellissima donna di istinti primordiali e solo in quel momento ella permetteva che lui la stringesse a sé e spingesse la sua cupidigia oltre il limite quotidianamente da lei imposto.

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Proprio quella sera la Luna era alta nel cielo e si pavoneggiava tra le stelle sfoggiando il suo ovale perfetto, e come ad ogni plenilunio Hans e Ginger si scambiavano baci infuocati, rincorrendosi come adolescenti innamorati, nascondendosi dietro un tronco per poi ritrovarsi abbracciati e perdersi di nuovo tra le ombre allungate degli alberi.
Ma il bosco quella sera sembrava più fitto e Hans ad un certo punto perse di vista la sua Luna.

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HAANS!
Ginger dove sei?
Hans sono qui non mi vedi?[/b]
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archisim
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#4

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Dove sei Ginger il bosco è troppo fitto non vedo nulla!
Ma sono quaggiù! Segui la mia voce..


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Ginger? GINGER?
Ginger ti ho persa!


E improvvisamente calò il silenzio. Nessun richiamo dolce a confortare lo sperduto amante, solo il fruscio delle foglie e qualche gufo solitario che intonava la sua nenia.
Hans proseguì nell’oscurità, seguendo ora lo scricchiolio di un tronco spezzato, ora fuggendo dal lamento di un lupo solitario, finchè non si addentrò in una radura mai esplorata prima, sparendo nel folto intreccio dei rami.

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…continua…
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mettiu
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#5

Mi piacciono molto questi due personaggi molto sventurati (poverini), ma c'è da ammettere che la storia di Hans-Ginger non mi "sconfiffera" affatto...
Uhmmm... ma che sta succedendo? Chi è 'sta Ginger? Dov'è andata? Ma... esiste? E' reale? Seppur si tratti solo del primo capitolo, sono curioso e pieno di dubbi, mannaggia a te! Dai aggiorna presto, voglio sapere cosa si cela dietro quella radura... :oconfuso;
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#6

mettiu ha scritto: Mi piacciono molto questi due personaggi molto sventurati (poverini), ma c'è da ammettere che la storia di Hans-Ginger non mi "sconfiffera" affatto...
Uhmmm... ma che sta succedendo? Chi è 'sta Ginger? Dov'è andata? Ma... esiste? E' reale? Seppur si tratti solo del primo capitolo, sono curioso e pieno di dubbi, mannaggia a te! Dai aggiorna presto, voglio sapere cosa si cela dietro quella radura... :oconfuso;
Ginger?? Mah...
la radura? ci farò presto una guida 8-) 8-) 8-) 8-) 8-) 8-)
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Tati
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#7

Noooooo voglio leggerne di più!!!!!
Sta Ginger è troppo misteriosa u.u esisterà davvero??? Faccelo scoprire presto!!!!!
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#8

Tati ha scritto: Noooooo voglio leggerne di più!!!!!
Sta Ginger è troppo misteriosa u.u esisterà davvero??? Faccelo scoprire presto!!!!!
Tati, da quanto ci conosciamo? u_u
Sai che ci metto sempre una vita per aggiornare :lol: :wave: :geek:
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Tati
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#9

:sloser: :sloser: :sloser:
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#10

Poveri ragazzi :cry: :cry:
Greta mi piace molto, povera cerca di far dare una mossa al fratello ma lui niente .-.
Questa Ginger? Alquanto misteriosa, che fine avrà fatto? Non so perché ma non mi fido gran che u_u
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