[CONCLUSA] Terra

Raccontaci le tue storie di gioco!
Da quelle inventate alle sfide che hai intrapreso!
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archisim
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#81

Akuiyumi ha scritto: Sì sì! Ti prego tizia dal nome ehm.... particolare..... mostrale! Mostraci! Sempre troppo corti questi aggiornamenti!
Comunque non me l'aspettavo proprio che ci fosse lei dietro! :-o :-o
#Escile!
:lol: quando ho letto pensavo ti riferissi ad altro
Oluha è un nome da brava ragazza, era insospettabile come cattivona u_u
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#82

Capitolo 18: "Complotto"

Nava aveva deciso di recarsi di persona alla sede centrale della sua divisione, aveva bisogno di indagare sulla misteriosa sparizione di Ryu e di ottenere l’autorizzazione per le ricerche dei ragazzi scomparsi.
Le sole forze dell'ordine non avrebbero approfondito la questione, non appena fossero venute a conoscenza delle misteriose circostanze in cui Loth era stata trovata, e non appena fiutata la presenza di militari, avrebbero senz'altro trovato il modo di passare la responsabilità delle ricerche: per questo Nava era decisa a intraprendere delle indagini personali, ma per fare ciò avrebbe avuto bisogno di uomini ai suoi comandi dediti esclusivamente alla missione.

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Mentre l’ascensore la portava ai piani alti, Nava avvertì una strana sensazione, come se il suo corpo si stesse sdoppiando, e una parte di lei stesse scendendo anzichè salire.
I pensieri che le affollavano la mente non le permisero di dare peso a un’inezia del genere.

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La segretaria la fece accomodare nel salottino di attesa e Nava si adagiò compostamente sulla pelle morbida di una delle poltrone. L’attesa si prolungava e Nava iniziava a diventare impaziente, non si riteneva una persona da poter essere lasciata seduta ad aspettare come una comune cittadina, e di certo non sarebbe rimasta lì seduta molto a lungo.
Perciò, quando decise che aveva atteso abbastanza, entrò di prepotenza nell’ufficio del suo attendente.

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Il generale Hisoku, sebbene fosse stupito di vederla piombare all’improvviso nel suo ufficio, non oppose obiezioni e congedò la segretaria che cercava di scusarsi per l'inconveniente.
Quando Nava e Gingetsu furono faccia a faccia, Nava rivolse il saluto militare, ma il generale Hisoku sorrise beffardo, e invitò la donna a sedersi.

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La conoscenza tra i due risaliva a parecchi anni prima, quando entrambi collaboravano a un importante progetto sulla 'gestione delle risorse ambientali': erano sempre stati in competizione, dotati dello stesso carattere indipendente e ambizioso.
Più di una volta si erano scontrati sulle decisioni da prendere, e chi una volta chi un'altra, l'aveva avuta vinta sul suo antagonista.
Questa situazione di collaborazione-competizione era durata finchè nella loro divisione era stato integrato il tenente Kazuhiko, il quale, in seguito a pressioni provenienti da non-ben-identificati 'piani alti', era stato successivamente trasferito insieme a Nava, lasciando il progetto iniziale al comando esclusivo del generale Hisoku.

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#83

Cosciente del potere e dei favori delle alte sfere di cui Gingetsu godeva, la speranza di Nava era, grazie all'appoggio del suo ex commilitone, di riuscire a mettere in piedi una operazione dedicata al ritrovamento dei ragazzi, adducendo la connessione con la sparizione di un militare: in questo modo le ricerche sarebbero state senz'altro più approfondite.
L'intuito di Nava le diceva che il presunto rapimento di Loth e l'improvvisa irreperibilità di Ryu era solo l'epilogo di qualcosa di premeditato e organizzato, e non sarebbe stato facile trovare degli indizi, come non sarebbe stato facile ottenere aiuto da Gingetsu, il quale poteva nutrire ancora del risentimento verso di lei per vicissitudini del passato, e rifiutarsi di aiutarla: era infatti disposta anche a sopportare qualche compromesso e ammettere la sconfitta, pur di ritrovare il figlio e Loth.
Nava spiegò la situazione al generale, raccontando gli avvenimenti immediatamente precedenti alla sparizione di Loth e Cano e l'irreperibilità di Ryu, cercando di nascondere il più possibile, ma non potendo omettere, i particolari sul ritrovamento di Loth e sulle sue particolari capacità percettive, chiedendo infine di poter usufruire di uomini addestrati per approfondire le ricerche.

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Il generale restò ad ascoltarla in silenzio, finchè la donna non ebbe finito, poi si alzò dalla poltrona e, dando le spalle a Nava, fissò un punto all'orizzonte al di là del vetro del suo ufficio, raccogliendo le idee.
Per Nava quell'istante fu interminabile, era la prima volta che la vita dei suoi figli poteva dipendere dalle decisioni di una persona della quale non si fidava e non aveva alcuna stima, e doveva prepararsi a controbattere in qualsiasi modo a un eventuale responso negativo, non poteva permettersi di ricevere rifiuti.

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gen. Hisoku: Assumerò io il comando dell'operazione, e ti terrò informata sugli sviluppi. Ritengo che sia poco prudente assegnarti degli uomini per scopi diciamo personali, mentre io, potendo godere di una maggiore libertà, potrò agire senza destare clamori indesiderati.

A queste parole, un brivido di adrenalina attraversò il corpo di Nava: era stato così facile ottenere quello che voleva? Non c'erano compromessi, sotterfugi, accordi da rispettare? Il generale si sentiva così sicuro della sua posizione e dei suoi mezzi da potersi permettere di impiegare uomini a suo piacimento? Il viso di Hisoku era tranquillo, e ostentava una calma innaturale, non aveva posto alcuna domanda precisa e aveva solo aggiunto che il tenente Kazuhiko era stato richiamato fuori città urgentemente per un progetto rimasto in sospeso. Così come aveva sentenziato poco prima, altrettanto sbrigativamente il generale Hisoku volle accomiatarsi da Nava. Mentre la donna, ancora incredula, si apprestava a lasciare l'ufficio, il generale, le rivolse un ultima frase per tranquillizzarla.

gen. Hisoku: Non preoccuparti Nava, andrò a fondo alla questione, ritroveremo quei 4 ragazzi.

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Fu così che Nava ebbe la terribile certezza che anche Gingetsu fosse coinvolto nella faccenda, o almeno non avesse detto a Nava tutto ciò di cui era a conoscenza: nel narrare i fatti, non aveva infatti mai fatto menzione dei due fratelli, Sara e Setsuna, visti in compagnia di Loth e Cano il giorno del rapimento. Si rese conto quindi di dover operare da sola, scontrandosi prima o poi con l'ingombrante presenza del suo eterno rivale, il generale Hisoku.

continua...
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#84

Capitolo 19: "Effetti collaterali"

Attraversando un lungo corridoio, il gruppo era giunto in un’ala dell’edificio sotterraneo totalmente diversa dal laboratorio, anche se ugualmente sudicia e fredda: una serie di stanze erano state riccamente allestite e decorate con stucchi e mobili antichi i quali, prima di subire l’inarrestabile degrado del tempo ed essere consunti dall’umidità, dovevano essere certamente di pregio.

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Arrivati in quello che sembrava uno studio, Loth non poté fare a meno di notare, in bella mostra sopra il caminetto, una grossa gemma a forma di teschio.
Come aveva immaginato alla festa a casa di Oluha, quando aveva visto il primo esemplare di quella gemma, quell’oggetto non era altro che un ennesimo tunnel di trasporto, probabilmente usato dalla stessa Oluha per spostarsi velocemente tra casa sua e il suo studio.

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All’interno dello stesso studio si trovano accumulati qua e là cumuli di libri, e Loth si ricordò di aver visto tanti volumi solo in un altro appartamento da lei visitato, e questo ricordo le riportò alla mente Ryu e l’agguato avvenuto ai suoi danni, e la ragazza si chiese se il ‘suo’ Ryu fosse stato solo ferito e ora la stesse cercando, oppure se il destino fosse stato crudele e il colpo infertogli quindi mortale.

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Nel frattempo Oluha si era avvicinata a una delle librerie che arredavano le pareti della stanza e aveva prelevato un libro: improvvisamente la stanza sembrò tremare quando, molto lentamente e cigolando, lo scaffale si mosse ruotando sul suo asse, scoprendo così un passaggio nascosto oltre la parete.

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Il gruppo si infilò in ordine all’interno del passaggio: tutti i gradini in legno scricchiolavano e le pareti erano in più punti ricoperte di muffe, inoltre lo stretto vano era illuminato solo dalla luce fioca di qualche candela, e Loth e i suoi compagni, già impauriti per la situazione, scesero tremanti le pericolanti rampe, fino a giungere in una specie di disimpegno, dove Oluha e Mellyn, più rapidi nella discesa, stavano ancora discutendo del misterioso esperimento menzionato poco prima.
Loth, Cano e Setsuna non avrebbero tardato a scoprire la natura dell’esperimento, infatti solo una porta metallica arrugginita li divideva dal laboratorio principale.

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Una volta entrati, i ragazzi rimasero sbalorditi: all’interno di una grotta scavata nella roccia, era stata ricavata una specie di serra entro la quale erano state piantate e crescevano rigogliose una quantità enorme di delicate piantine, disposte ordinatamente in filari, accanto alle quali si trovava un’altra vasca tonda colma di quel liquido verdognolo visto nella piscina superiore.
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#85

Intorno ad essa e alle piantine, correvano metri e metri di tubi che si infilavano direttamente nel terreno e un’enorme quantità di aggeggi meccanici luccicava di led, schermi e pulsanti.
Mellyn, una volta entrato, mostrò a Oluha lo stato delle piantine, ma Oluha non sembrò minimamente soddisfatta di quanto vide.

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Oluha: No! Non sono ancora pronte! Dove sbagliamo Richard? Perché non otteniamo i frutti che desideriamo? Hai utilizzato il campione di DNA trovato da Ryu? Avevi detto che era quella la chiave per ottenere i frutti!
Mellyn fece per spiegarsi, ma Setsuna, sempre più in ansia per la sorte della sorella, e per nulla interessato a quella delle piante, li interruppe bruscamente.

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Setsuna: Ora basta!! Voglio vedere Sara! Cosa c’entra lei con questi vostri esperimenti? Cosa le avete fatto? Dove la tenete voglio vederla!
Oluha: Richard, il soggetto cavia ha presentato qualche effetto collaterale?
Mellyn: Purtroppo si Oluha.. nessun miglioramento da questo punto di vista. Si deve essere svegliata poco fa. Vieni Setsuna, tua sorella è proprio qui in questa stanza. Seguimi.


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#86

Capitolo 20: "Il frutto"

Il laboratorio era invaso da macchinari e da delicate piantine in crescita, illuminate da una forte luce al neon, e l’aria era pregna di una densa umidità che quasi toglieva il respiro.
Nascosto alla vista, in fondo alla sala, si apriva un piccolo atrio, anch’esso ricavato nella roccia, dove era stata installata una specie di cella-vetrina costantemente monitorata da computer e macchinari, come tutto il resto.

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Era li che Mellyn stava conducendo Setsuna, era quindi all’interno di quella sorta di prigione di vetro che era detenuta Sara.
Quando Setsuna giunse direttamente davanti alla vetrina, ciò che vide lo lasciò completamente sconvolto: non poteva credere che colei che si reggeva a stento in piedi davanti a lui, al di là del vetro, potesse essere sua sorella Sara.

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Di fronte a lui infatti si trovava un’anziana donna, dai lunghi capelli grigi, curva e rachitica, la cui carnagione efebica lasciava intravedere le vene violacee sotto la pelle rugosa, mentre il corpo era percorso da tremiti e ricoperto da grinze e dolorose piaghe.
Non fosse stato per quello sguardo famigliare, per quegli occhi di un blu profondo e così raro, Setsuna non avrebbe mai riconosciuto in quella vecchia la sua bellissima sorella.

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Non appena realizzò ciò che era successo a Sara, la sua rabbia si riversò contro Oluha, vera artefice di tutto: le si scagliò contro con foga, e sarebbe stato pronto ad aggredirla anche fisicamente, se l’intervento del dott. Mellyn non l’avesse fermato.

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Setsuna: Cosa hai fatto a mia sorella?! Questa non è più Sara! Come hai potuto fare una cosa del genere ad un essere umano? La tua perversione non ha limiti sei una psicopatica.. siete tutti degli psicopatici .. io ti..
Mellyn: Calma ragazzino, quello che vedi è semplicemente un incidente di percorso.. la nostra ricerca cambierà la vita dell’intera popolazione sulla terra, qualche vittima accidentale era prevista, ma i risultati..

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Setsuna: Risultati? Qualche vittima “accidentale”?! Come potete sacrificare una ragazza per perseguire i vostri esperimenti criminali? Non posso credere che il governo vi permetta questo! Siete dei pazzi e siete anche dei fuori legge! Tutto questo laboratorio è una trappola mortale!
Oluha: Setsuna, caro, non devi agitarti in questo modo.. tua sorella ha subito un piccolo effetto collaterale dopo aver testato i nostri frutti.. diciamo che il risultato non è stato quello sperato, non è certo colpa mia se il DNA della tua amichetta bionda non ha funzionato.. dovresti chiedere spiegazioni a lei piuttosto, non trovi?
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#87

Setsuna era inorridito dalla leggerezza con cui Oluha e Mellyn parlavano delle loro folli ricerche e del destino di sua sorella: una persona sana di mente non avrebbe potuto considerare quello che era accaduto un semplice incidente di percorso.. e ora era finita in mezzo anche Loth? Cosa c’entrava lei con tutto ciò?

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La stessa Loth, alla vista di Sara ridotta in quel modo, era rimasta pietrificata ed ora, chiamata in causa, aveva deciso di intervenire, poiché, sebbene non nutrisse particolare simpatia per la ragazza, non concepiva l’idea che un essere umano potesse subire un destino così crudele.

Loth: Io forse posso fare qualcosa per Sara.

A queste parole Oluha e il dott. Mellyn si guardarono l’un l’altra con aria compiaciuta per aver ottenuto finalmente la collaborazione della ragazza: il loro esperimento era andato storto, ma erano certi che Loth, spinta dal suo buon cuore, non avrebbe potuto fare a meno di scoprire le proprie carte pur di aiutare Sara, e in questo modo loro avrebbero potuto capire come poter finalmente concludere il loro progetto con successo.

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Loth: Cano, hai qui con te il frutto che ti ho regalato l’altra sera?
Cano: Cosa? Ehm.. si.. lo porto sempre con me.. non è ancora marcito.. E’ questo..


Cano con aria imbarazzata e stupita estrasse dalla tasca il piccolo frutto caldo e luminoso che Loth aveva colto per lui qualche sera prima, il quale era ancora splendente e maturo.
Mellyn non poteva credere ai propri occhi: eccolo finalmente il frutto che da anni cercava di coltivare con infiniti sforzi e amare delusioni! Il frutto che aveva potuto leggere nella mente di Loth quando Ryu glie l’aveva portata per quegli esami.. il frutto che poteva fermare per sempre il tempo e donare a chi lo mangiasse una lunga e sempre giovane esistenza!

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Il frutto fu fatto passare a Sara all’interno della sua cella, e le fu imposto di mangiarlo.
L’ormai anziana donna, non potendo fare altro che obbedire, consapevole che la sua condizione non poteva di certo peggiorare, addentò il frutto e lo mangiò per intero.
Passarono pochi interminabili attimi: tutta l’attenzione era rivolta verso l’interno della cella, dove Sara, ormai rassegnata, si guardava intorno aspettando una qualche sorta di miracolo.

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All’improvviso la donna iniziò ad avvertire uno strano calore nascere da dentro di sé: era una sensazione bellissima e non cercò di combatterla, era come se si stesse librando in aria lasciando a terra tutto il suo peso.. una luce intensissima si accese intorno ad ella e la circondò completamente, e la sua figura vi scomparve all’interno.
A quella vista, il dott. Mellyn si precipitò all’interno della cella di sicurezza, ma ormai non avrebbe potuto più intervenire in alcun modo.

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#88

Capitolo 21: "Goccia a goccia"


Quando il dott.Mellyn riuscì ad entrare nella cella, ormai la trasformazione si era completata e, stesa sul pavimento, spaurita e in stato confusionale, c’era una bella ragazza dai lungi capelli biondi, che lo guardava intimidita: quel piccolo frutto aveva invertito il processo di invecchiamento, riportando Sara indietro negli anni, ringiovanendo il suo corpo.

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Quando Setsuna si riprese dallo shock, e vide di nuovo la sua amata sorellina giovane e bellissima come la ricordava, non potè trattenere la gioia e, senza curarsi del dott.Mellyn e di chi gli stava intorno, si gettò tra le braccia di Sara, in lacrime.
Anche la sorella, ancora incredula, pianse di gioia, felice per la giovinezza ritrovata, anche se un velo di angoscia oscurava il suo volto per l’incertezza della sua sorte e degli eventi successivi.

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Oluha, indifferente all’abbraccio liberatorio dei due fratelli, si rivolse verso Loth: ora era pronta a tutto pur di ottenere il segreto per la ‘ricetta’ dell’eterna giovinezza da quella ragazzina, e se fosse stato necessario anche un atto estremo o nefasto, di certo la sua coscienza non l’avrebbe fermata.

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Loth da parte sua non aveva la minima intenzione di collaborare con quella pazza, pur sapendo che Oluha sarebbe stata capace di qualsiasi cosa pur di ottenere ciò che voleva: aveva fatto rapire 4 ragazzi in pieno giorno senza la minima difficoltà e aveva attentato alla vita del fidanzato solo perchè si era messo sulla sua strada..
Inoltre possedeva un laboratorio fantasma ubicato chissà dove e poteva decidere di abbandonare lì tutti senza alcuna speranza di essere ritrovati: il pensiero di rimanere per sempre rinchiusa in quella prigione sotterranea sconosciuta atterriva Loth, ma malgrado ciò, non avrebbe per nulla al mondo rivelato il suo segreto, o almeno così credeva.

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Infatti i tre complici sapevano di averla in pugno, e bastò che il generale Hisoku si avvicinasse con aria minacciosa a Cano per far perdere tutta la sicurezza ostentata fino a quel momento da Loth.

gen. Hisoku: Ragazzina non hai molta scelta: o collabori, o gli esperimenti continueranno su Cano, e questa volta non sarai in grado di salvarlo.

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#89

Loth era cosciente che dalla sua decisione sarebbe dipesa la vita di Cano, dei suoi amici, e forse anche quelle di Nava e gli altri, e ancora una volta decise di non opporsi a quello che le prospettava il destino: si avvicinò alla grande vasca colma di quel liquido verdognolo che ribolliva, e riaprendo con un unghia la piccola ferita sulla mano che si era procurata giorni prima, mentre curava le piccole piantine da poco interrate, fece cadere poche gocce di sangue nel fluido.

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Non appena il sangue di Loth vi si disperse, il liquido iniziò ad assumere un colore rosso acceso e a ribollire ancora più prepotentemente: tutti si dovettero allontanare e il dott. Mellyn iniziò a temere il peggio per il suo laboratorio.
Persino Oluha, per un attimo, pensò che Loth l’avesse ingannata e che le cisterne che immagazzinavano il nutrimento per le piante (quel liquido verdognolo) stessero per esplodere da un momento all’altro, ma niente di tutto ciò accadde.

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Poco alla volta, man mano che il fertilizzante così modificato correva nel terreno, portato dai numerosi canali che irrigavano la serra nella grotta, le piccole piantine, dapprima seccatesi e persi tutti i precedenti frutti, iniziavano a risplendere di una luce calda, e sui deboli rami appena rifioriti, spuntarono polposi i deliziosi frutti gialli che avevano guarito Sara a che Loth aveva iniziato a coltivare nel suo piccolo giardino segreto, all’insaputa di tutti.

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Man mano che il liquido nutriva il terreno, tutte le piantine subivano questa trasformazione, e quando Oluha si rese conto che in pochissimo tempo avrebbe avuto una intera, sterminata serra coltivata con quei frutti miracolosi, non potè contenere la soddisfazione e lanciò un urlo di gioia, finalmente appagata dei suoi sforzi: ora tutti quelli che avevano finanziato e sostenuto il suo chimerico e dispendioso progetto avrebbero avuto la loro eterna giovinezza, e lei stessa avrebbe vissuto per sempre bella e ricchissima, menzionata come una delle più grandi, se non “la” più grande personalità di tutti i tempi.

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Tutti erano rimasti estasiati dalla bellezza della nuova serra e per un attimo avevano dimenticato il luogo in cui si trovavano e cosa comportasse ciò che stava accadendo.
Non appena Oluha riprese il controllo, si scambiò uno sguardo di intesa con Hisoku e Mellyn, e immediatamente il generale piombò alle spalle di Loth, trascinandola con prepotenza fuori dal laboratorio, preceduto da Oluha, sempre più in preda ai suoi deliri di onnipotenza.

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#90

La storia si fa sempre più interessante...ora sono curiosissima di vedere cosa accadrà quindi aggiorna!!!!!
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