I quattro colori di Hogwarts

Raccontaci le tue storie di gioco!
Da quelle inventate alle sfide che hai intrapreso!
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§HermioneSims§
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#101

Si erano sposati pochi mesi dopo, per poi trasferirsi in una casetta molto modesta in periferia. Oliver continuava a lavorare in ospedale, mentre Grace era riuscita a mantenere il suo posto in biblioteca. Forse non erano ricchi, ma di sicuro erano felici insieme.

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La loro prima figlia, Isabelle, era nata meno di un anno dopo, all’inizio del 2003. È inutile dire che i suoi genitori l’avevano adorata sin dal primo momento. Anche i suoi nonni non erano da meno, e Grace era addirittura arrivata a concedere una tregua ai suoi genitori per permettere loro di passare un po’ di tempo con la piccola.

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Sig.ra Baker: sei proprio un tesoro di bambina. Mi chiedo quasi come sia possibile, considerando quanto è testona la tua mamma.
Grace: (tra sé e sé) senti chi parla...

Oliver era ormai diventato un esperto a evitare che situazioni del genere degenerassero, quindi preferì intervenire dicendo:

Oliver: mi spiace interrompervi, ma per la piccola è arrivata l’ora della nanna.
Sig. Baker: allora togliamo il disturbo. Buon pomeriggio.
Oliver: buon pomeriggio anche a voi.
Grace: (sottovoce) grazie, Olly.

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Oliver: pronta per la nanna, fatina?
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Dicembre 2006, casa Harris

Isabelle aveva avuto un’infanzia serena e, crescendo, divenne una bambina tranquilla e gentile. A detta di Oliver era la fotocopia di sua madre, mentre secondo Grace il carattere l’aveva preso tutto dal papà.

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Grace: (gentile) Isabelle, puoi venire qui un secondo? Mamma e papà ti devono dire una cosa importante.
Isabelle: (curiosa) che cosa?
Oliver: presto avrai un fratellino. O una sorellina, non lo sappiamo ancora di preciso.
Isabelle: un fratellino piccolo, come quello di Jenny?
Grace: sì, proprio così.
Isabelle: (felice) bello! Quando arriva?
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Qualche mese dopo, a metà del 2007, era nata anche la loro secondogenita, Julia.

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Oliver: visto Isabelle? È una sorellina!
Isabelle: (felice) ciao!
Grace: si chiama Julia.
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#102

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Julia: ‘chinina!
Isabelle: ok, cerchiamo la tua macchinina... ma come hai fatto a farla finire lassù sulla mensola?
Julia: (felice) vola!
Isabelle: (perplessa) ok...
Oliver: (divertito) siete proprio due piccole fatine! Ecco qua la tua macchinina, Julia.

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Erano una famiglia davvero felice, di quel passo non era da escludere che qualche noto marchio di biscotti li contattasse per posare nelle pubblicità dei loro prodotti per la prima colazione.


Ma, come forse avrete già intuito, tanta felicità non era destinata a durare. Una tragedia improvvisa stava per cadere loro addosso, stravolgendo completamente le loro vite.

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Agente: l’ambulanza che suo marito stava guidando è stata coinvolta in un incidente. Purtroppo non ci sono stati superstiti. Siamo spiacenti, signora.

Era stato un colpo durissimo da sopportare per l’intera famiglia. Grace era disperata, non le sembrava più di avere le forze per far nulla. L’unico pensiero in grado di darle la forza di andare avanti erano le sue figlie, che avevano bisogno di lei come mai prima d’allora.

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Tra i primissimi problemi che si era trovata ad affrontare c’era quello economico: il suo stipendio da bibliotecaria part-time non le permetteva di mantenere una famiglia, doveva trovare un’alternativa. E c’era solo un posto in città che poteva darle subito la stabilità economica di cui in quel momento aveva un disperato bisogno, anche se l’idea non le piaceva per niente.

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Nonostante tutto i suoi genitori erano stati di grande aiuto in quella situazione difficile, sia nel crescere le bambine sia dal punto di vista economico. In cambio Grace aveva solo dovuto ricominciare a fare la cameriera nella loro caffetteria.

Grace: ... ecco la vostra torta. Desiderate altro?

La loro vita continuò così fin quando, con l’arrivo dell’undicesimo compleanno di Isabelle, le carte in tavola non erano cambiate di nuovo.
Ma questa è un’altra storia, e si dovrà raccontare un'altra volta.
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#103

Off Topic
Chiusa questa piccola parentesi sulla famiglia di Isabelle, ritorniamo al filone principale della storia!
Capitolo 14.1:
Un imprevedibile informatore


Passarono alcuni mesi, ormai era Febbraio. Nel castello la vita proseguiva normalmente, per quanto potesse essere normale la vita a Hogwarts per lo meno.

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William si svegliò di soprassalto anche quella mattina. Stava facendo uno strano sogno, c’era una specie di fantasma… La faccenda gli stava sfuggendo di mano, erano settimane che non riusciva più a dormire per più di due ore a notte. Non sarebbe voluto arrivare a questo, ma doveva parlarne a qualcuno.

Gli serviva qualcuno che ci capisse abbastanza di divinazione da poterlo aiutare. Morgan, forse? Non se ne parlava, lo avrebbe tormentato e basta. E la professoressa di divinazione della scuola era a detta di tutti completamente incapace, non aveva mai neanche azzeccato che tempo avrebbe fatto il giorno dopo. Gli restava solo la nonna, che almeno sembrava capirci qualcosa. A volte. E poi lei non poteva mica sbucare nella sua sala comune a rompergli le scatole, no?

Ancora un po’ assonnato si rassegnò a scrivere un breve messaggio per la nonna.

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Cara Nonna

Volevo scriverti dei sogni che sto facendo da quando sono qui a scuola. Probabilmente mi sto solo lasciando suggestionare, ma ho come l’impressione che molti di questi si verifichino veramente quando poi mi sveglio. Non sarà niente di grave, ma volevo chiedere il tuo parere.

William


Non era scritto benissimo, ma a quell’ora e con tutto il sonno arretrato che aveva non poteva fare di meglio. Uscì quindi dalla sala comune diretto alla gufiera, per consegnare la lettera al suo gufo postino. Quel messaggio andava spedito il prima possibile se voleva ottenere una risposta entro il giorno dopo.
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Isabelle stava andando verso la sala grande per la colazione come ogni mattina, quando incontrò uno dei fantasmi di Hogwarts.

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La cosa non la sorprese particolarmente, c’erano molti fantasmi che vagavano per il castello e ormai si era abituata a incontrarli. Però non le sembrava di aver mai visto questo particolare fantasma prima d’allora. Era sua intenzione ignorarlo per andare in sala grande e mangiare qualcosa, ma quello sembrava intenzionato a voler occupare l’intero passaggio. Poteva sempre provare a passargli attraverso, ma aveva già avuto modo di constatare che non fosse un’esperienza particolarmente piacevole (attraversare i fantasmi dava la sensazione di una secchiata d’acqua gelata in testa, ma senza l’acqua). Decise quindi di provare a parlargli.

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Isabelle: scusami, vorrei passare.
Fantasma: aspetta, devo parlarti.

Sembrava parecchio ansioso, la voce gli tremava. Dall’uniforme che indossava sembrava uno studente… chissà com’era morto.

Isabelle: … di che cosa?
Fantasma: anche voi le state dando la caccia, non è così?
Isabelle: scusami, ma di chi stai parlando?
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#104

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Fantasma: come di chi… eppure l’avete vista, no? La vecchia nei sotterranei intendo… io vi posso aiutare!
Isabelle: cosa? Conosci quella… cosa?

In quel momento sopraggiunse Natalie, che stava andando a fare colazione con passo allegro.

Natalie: ehi Isa! Ciao!
Isabelle: oh, ciao Natalie.
Natalie: non dirmi che stavi parlando con Pazzo Joe? Devi lasciarlo perdere, è tutto fuori.
Isabelle: ma veramente…

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Natalie: sciò! Dobbiamo passare, grazie.

Con un verso lamentoso, il fantasma attraversò il muro e sparì.

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Isabelle aveva ripensato a quel fantasma per tutto il giorno. Per quanto un po’ squilibrato, sembrava sapere quello che stava dicendo. Aveva anche chiaramente detto “la vecchia nei sotterranei”, non “il custode” o “il pelato con la salopette”. Dopo le lezioni avrebbe dovuto trovare Scarlett e raccontarle la faccenda...

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Prof Thompson: signorina Harris, ti dispiacerebbe rispondere alla domanda?
Isabelle: … come?

Accidenti, si era distratta. E durante la lezione del professor Thompson, per di più!

Prof Thompson: ah, che pazienza! Mentre eri occupata da non so quali profondi pensieri, ti ho posto una semplice domanda: come fai a riconoscere un lupo mannaro?

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Isabelle: allora, i lupi mannari si manifestano solo con la luna piena. E poi…

Non vedeva l’ora che la lezione finisse.
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#105

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Isabelle: ciao Scarlett.
Scarlett: ehi Isabelle, come stai?
Isabelle: abbastanza bene.
Scarlett: uhm, che ti è successo? Sembri nervosa.
Isabelle: è che questa mattina ho incontrato un fantasma, che sembrava sapere qualcosa su quello che ci è successo a Halloween.
Scarlett: cosa? Senti, non parliamone qui, potrebbero sentirci… andiamo in cortile.
Isabelle: non dovremmo avvisare anche gli altri?
Scarlett: gli altri chi?
Isabelle: Randall e William, in fondo anche loro c’erano quella sera.
Scarlett: (scocciata) in effetti… va bene, andiamo a cercarli.

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William: sarà meglio per voi che sia roba importante. Avrei di meglio da fare, sinceramente.
Isabelle: beh, ecco… questa mattina ho incontrato un fantasma, che diceva di sapere qualcosa su quello che è successo nei sotterranei.
Randall: e cosa ti ha detto?
Isabelle: non molto in realtà, perché è arrivata Natalie e l’ha cacciato via. Però da quanto ho capito doveva chiamarsi “Pazzo Joe”.

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Randall: l’ho già sentito nominare da qualche parte… oh già, me ne aveva parlato Morgan in sala comune proprio l’altro giorno.
Scarlett: e chi sarebbe Morgan?
Randall: è la sorella maggiore di Will.
Scarlett: aspetta un attimo, non sarà mica quella tipa strana fissata con la lettura delle carte?
William: (annoiato) sì, mi sembra una descrizione piuttosto calzante.
Scarlett: in effetti un po’ vi somigliate pure…

Allora non era l’unica ad avere fratelli impossibili lì dentro! Anzi, questa Morgan sembrava anche più appiccicosa di Lucas. Le dispiaceva quasi per William… ma solo quasi.

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Randall: comunque, cosa è riuscito a dire prima di andarsene? Il fantasma, intendo.
Isabelle: ha detto qualcosa del tipo: “La state cercando anche voi?” e ha accennato a una “vecchia nei sotterranei”.
Randall: (pensieroso) “la vecchia nei sotterranei”… solo noi e il Preside sappiamo che non era il custode ma una vecchia signora. Questo mi fa pensare che quel fantasma potrebbe veramente saperne qualcosa, dobbiamo trovarlo!
Isabelle: ma siete sicuri che sia il caso di indagare su questa faccenda? A me sembra un po’ troppo pericoloso sinceramente.

William scosse leggermente la testa, come per dire “ma si deve lagnare di continuo?”.

Isabelle: … non ci tengo a rivedere quella vecchia pazza, ok?

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William: in ogni caso, da quanto hai detto, il fantasma non sembra disposto a parlare con altri. Probabilmente ci segue, o qualcosa del genere.
Isabelle: (si guarda alle spalle) cosa?
Scarlett: non preoccuparti, i fantasmi non ti possono fare assolutamente nulla. Perché ti passano attraverso, non ti possono toccare.
Isabelle: sarà...
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#106

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Scarlett: secondo me adesso dovremmo trovare il fantasma, sentire che ci dice e poi decidere che fare.
Randall: mi sembra sensato in effetti. Ma come si trova un fantasma?
Isabelle: non saprei…
Randall: ehi Will, perché non provi a sognare dov’è il fantasma?
William: … non credo che funzionerebbe.
Scarlett: oh insomma, quante storie! (Prende fiato e si mette a urlare) EHY PAZZO JOE, VOGLIAMO PARLARTI!

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Ma non ricevette risposta, o non li aveva sentiti o non voleva farsi vedere.

William: credevi davvero che avrebbe funzionato?
Scarlett: (imbronciata) io almeno ci ho provato!
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#107

Che brava!!! Addirittura la storia delle famiglie 😍
Sono contenta per Oliver.. Sembra un bravo ragazzo!!!
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#108

Tati ha scritto:
06 mag 2019, 17:59
Che brava!!! Addirittura la storia delle famiglie 😍
Sono contenta per Oliver.. Sembra un bravo ragazzo!!!
Grazie!

La storia sarà lunga e contorta, qua e là ho pensato di metterci qualche parentesi per far vedere anche la storia e il punto di vista di qualche personaggio secondario.

Su Oliver, era proprio un bravo ragazzo. Questo è poco ma sicuro...
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#109

Siii si riprende ad indagare sul custode/strega!!! Chissà chi era :-o :-o
che belli gli elfi li adoravo in TS2 mi mancano tantissimo ora :cry:
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#110

Capitolo 15.1:
Lezioni di Divinazione


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Prof Collins: bravissimo William, adesso prova solo a puntare la bacchetta un po’ più in alto…

Toc toc

Prof Collins: avanti!

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Prof Thompson: scusate se vi interrompo. Mi manda il Preside, a quanto pare vuole parlare al più presto possibile con Walker.

Crash

Sentendosi nominare, William si era distratto e aveva lasciato cadere il grosso vaso che stava tentando di far librare in aria.

William: cosa?
Prof Thompson: non so cosa possa volere il Preside da te, ma sembra qualcosa di urgente.
Prof Collins: va’ pure William. Riprenderai domani, non preoccuparti.

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Quando William uscì dall’aula era molto preoccupato: come mai era stato convocato dal Preside? Non aveva fatto nulla di strano in quei giorni, in effetti era da Halloween che manteneva una condotta esemplare. Ma se non era stato chiamato per motivi disciplinari, cosa poteva volere da lui il Preside? Quando arrivò davanti alla porta dell’ufficio ancora non aveva trovato una spiegazione soddisfacente.

Senza sapere cosa aspettarsi, bussò cautamente alla porta dello studio.

Toc toc

Preside Powell: entra pure!

Dopodiché, William aprì rispettosamente la porta ed entrò nell’ufficio.

William: Preside Powell, bouongi… Nonna?

A pochi passi dalla scrivania del preside c’era proprio sua nonna Sybille. Quella era, a dir poco, una visita inaspettata.

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Nonna Sybille: Will, ma guarda quanto sei cresciuto!

Dicendo questo si era avvicinata verso di lui per uno dei suoi famosi abbracci, uno di quegli abbracci spezza-costole di cui solo le nonne e le vecchie zie sono capaci.

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William: così soffoco…
Sybille: scusami tesoro, è solo che sono così fiera di te!
William: (confuso) … cosa?

William stava iniziando a riprendersi dallo shock di ritrovarsi davanti sua nonna anche lì a scuola, e quindi a ragionare: doveva essere venuta lì dopo aver letto il messaggio che lui le aveva spedito il mattino precedente. La reazione sembrava comunque eccessiva, sarebbe bastato inviargli una risposta via gufo.
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