I quattro colori di Hogwarts

Raccontaci le tue storie di gioco!
Da quelle inventate alle sfide che hai intrapreso!
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§HermioneSims§
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#251

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Randall: mi scusi signor Preside, ma di che state parlando? Che succede?
Preside Powell: non gliene hai mai parlato?
William: …
Preside Powell: voi che cosa sapete?
Scarlett: che Will ogni tanto fa dei sogni premonitori e che adesso prevede alcune cose anche da sveglio.

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Preside Powell: va bene. Ma non vi è mai sembrato un po’ strano che William Vedesse il futuro principalmente in sogno, che sogni praticamente sempre le stesse cose e che adesso all’improvviso abbia iniziato ad avere piccole Premonizioni anche da sveglio? Concorderete con me che tutto ciò non può essere casuale, deve esserci una spiegazione per tutto questo.

I ragazzi si guardavano attorno un po’ confusi. Non ci avevano mai pensato, in effetti.

Preside Powell: in pratica l’Occhio di William coglie gli eventi che stanno per avvenire. Adesso è diventato più acuto, quindi stai iniziando a Vedere anche gli eventi di minore importanza che gli stanno per succedere attorno, come quello che stavo per dire poco fa. Queste piccole Premonizioni scorrono nel tuo subconscio e riescono a manifestarsi anche quando è sveglio. Non è così?

William: … sì.

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Preside Powell: ma quando il tuo Occhio vuole mostrare qualcosa che avverrà più in là nel futuro, o di più lontano da te, questo non basta più. Per Vedere queste Premonizioni più grandi deve trovarsi in uno stato in cui il tuo Occhio possa prendere il sopravvento, come quando sogni. Il problema sorge quando neanche lo stato indotto dal sonno basta più, quando anche con sogni che si ripetono notte dopo notte la Premonizione non riesce a farsi strada. In questo caso serve qualcosa di ancora più forte.
William: ma non credo di essere ancora arrivato a quel punto, i sogni non vanno avanti da così tanto…
Preside Powell: da quanto vanno avanti?
William: (riluttante) … da Natale.
Preside Powell: quindi da quasi due mesi. Direi che non ci restano molte alternative. Handir, potresti recuperarmi queste cose? (Gli passa una lista)

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Handir: certo. (legge) Dovrei avere tutto nella dispensa.
William: se crede sul serio che berrò di nuovo quell’intruglio…

I ragazzi iniziavano a capire perché William non gli avesse raccontato di tutto questo prima, rendeva tutta la faccenda molto più contorta. E adesso erano preoccupati anche loro, cosa poteva essere “l’intruglio” che sembrava spaventarlo tanto?

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Isabelle: (preoccupata) cosa volete fare?
William: vuole darmi da bere la pozione che i miei nonni avevano ideato per questo genere di situazioni. Cosa che preferirei evitare, sinceramente, non è per niente piacevole.
Scarlett: vuoi dire che l’hai già bevuta?
William: è con questo “metodo” che al primo anno avevo avuto la Visione delle alchimiste nella Foresta Proibita.
Randall: signor Preside, cosa dovrebbe fargli questa pozione?
Preside Powell: dovrebbe metterlo nella condizione di avere finalmente questa Premonizione.
Randall: va bene, ma questa condizione in cosa…
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#252

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Handir: ecco qui, signor Preside.
Preside Powell: grazie Handir.

Agitò la bacchetta con noncuranza, facendo apparire una teiera di acqua calda. Mise poi in infusione le erbe che Handir gli aveva appena portato e trasferì il tutto in una tazza.

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Preside Powell: credo che le convenga sedersi.
William: signor Preside, veramente io preferirei non…
Preside Powell: poche storie, non vorrà mica far vincere la Premonizione, no? Con questo metteremmo fine ai sogni.
William: (contrariato) e va bene, passatemi quella dannata tazza. Ah, e voi non preoccupatevi, qualsiasi cosa succeda, intesi?
Isabelle: (preoccupata) perché, cosa dovrebbe succederti?

William faticava già a concentrarsi, come l’altra volta gli bastava sentire l’odore di quella roba per sentirsi svenire.

William: l’ultima volta… non è importante. Voi non preoccupatevi e basta.

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William si fece coraggio, prese la tazza e ne bevve il contenuto. Non aveva ancora mandato giù il secondo sorso che quella gli sfuggì di mano, cadendo e rompendosi fragorosamente a terra. Anche questa volta, aveva immediatamente perso i sensi.

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Isabelle: (preoccupata) ma sta bene? cosa gli succede?
Preside Powell: sua nonna lo chiamava “stato di trance”. Adesso dobbiamo solo lasciargli il tempo di Vedere quello che il suo Occhio vuole mostrargli.

Questa volta però le cose andarono in modo diverso, e non ci fu nessuna Visione.

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Invece William alzò leggermente la testa, che fino a quel momento aveva penzolato inerte sul petto, e iniziò a dire con voce piatta:

William: “...e così, quando la tenebra calerà sul loro capo, gli oppositori della magia porteranno il gelo nel cuore del nemico…”
Isabelle: che gli succede?
Preside Powell: (sorpreso) questo non me l’aspettavo proprio...

Nel frattempo William stava già cominciando a riprendersi, aveva detto quello che doveva. Seppur sveglio, non sembrava ancora particolarmente presente a se stesso.
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#253

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William: (confuso) … non… non mi ricordo niente, cos’è successo?
Preside Powell: credo proprio che… che lei abbia appena pronunciato la sua prima Profezia.
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#254

Off Topic
Lo scopo di questo mini-capitolo è raccontare il piccolo aneddoto che il Preside ha usato poco fa per smascherare Will. È un capitolo un po’ fine a se stesso, ma a me sembrava carino quindi l’ho scritto lo stesso. Poi probabilmente aiuta a capire meglio perché Will ci tenesse tanto a non far sapere questa storia così imbarazzante, a suo dire, agli altri.
Non preoccupatevi, con il prossimo capitolo riprendiamo da dove ho interrotto con il 34 :P
Capitolo 34.5 Extra:
La storia di Maya, il barbagianni


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Scarlett: alla fine però non ci ha detto chi è questa Maya.
Isabelle: sarei curiosa di capirci qualcosa di più anch’io in effetti.
Randall: uhm, mi pare di aver capito che è il suo gufo, giusto? Forse Morgan ne sa qualcosa di più.

Decisero quindi di andare a cercare Morgan, per chiederle quanto ne sapesse su quella faccenda.

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Randall: ehi Morgan, hai un momento?
Morgan: (sorpresa) uhm? Sì certo, che succede?
Randall: è solo una piccola curiosità. Tu che ne sai del gufo di Will? Abbiamo provato a chiedere a lui, ma si rifiuta proprio di parlarcene.
Morgan: ma dai, non vi ha ancora raccontato questa storia? Certo che è poi testone, è una storia così carina!
Scarlett: (scettica) sul serio?

Pensare a “una storia così carina” quando ci si riferiva a Will non le riusciva tanto facile.

Morgan: (divertita) dalle vostre facce devo supporre che non mi credete, vero? Allora vediamo se riesco a farvi cambiare idea. Vi conviene mettervi comodi, la storia è un po’ lunga.

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Morgan: quando sia io che Will eravamo ancora molto piccoli il gufo di casa era una vecchia barbagianni della nonna. Eravamo tutti molto affezionati a lei, viveva con noi da un sacco di tempo. Era sempre stata un bravo gufo postino, ma di punto in bianco era sparita nel nulla e nessuno di noi sapeva dove potesse essere finita. All’inizio non ci preoccupammo troppo, ma col passare dei giorni iniziammo a temere che potesse esserle successo qualcosa. L’unica a essere tranquilla in effetti sembrava la nonna…

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Morgan: Will, che se non erro doveva avere più o meno cinque anni in quel periodo, era il più preoccupato di tutti, aveva anche iniziato a cercarla per il resto del quartiere. Ci mise quasi una settimana, ma alla fine la trovò.

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Morgan: La nostra barbagianni si era nascosta nella soffitta di casa, e aveva le sue buone ragioni per volersene stare un po’ per conto suo.

Detto questo si interruppe di colpo, per dare un po’ di suspense alla sua storia.

Randall: e non tenerci sulle spine adesso, cosa le era successo?
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#255

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Morgan: eh eh, curiosi vero? Dovete sapere che nella soffitta Will non aveva trovato solo la barbagianni della nonna. Con lei c’era anche un piccolo pulcino.

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Morgan: Dovevate vederli, quando li abbiamo trovati: era pieno inverno, fuori nevicava e in soffitta non ci saranno stati neppure 5 gradi. Eppure Will stava lì a cercare di tenere caldo a quel piccolo pulcino con il vecchio mantello di papà, mentre la mamma-barbagianni era fuori a cercare del cibo.
Scarlett: (scettica) non ce lo vedo proprio.
Morgan: e invece ti assicuro che è così. Diceva di essere andato lassù perché dalla sua stanza era riuscito a sentirlo pigolare. Ci ho provato anch’io ad avvicinarmi a quel pulcino, era tenerissimo sapete? Però la mamma barbagianni mi ha cacciato sempre via malamente. Sopportava solo Will, gli lasciava addirittura dare da mangiare al suo pulcino. Chissà perché poi…
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Morgan: pian piano anche quel pulcino è cresciuto, e quando abbiamo scoperto che era una femmina abbiamo deciso di chiamarla Maya. Come sua mamma dava retta sempre e solo a mio fratello. In effetti quei due sono praticamente cresciuti giocando assieme, e anche di carattere un po’ si somigliano.

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Morgan: Sapete che Maya porta solo ed esclusivamente le lettere di Will, e che becca chiunque altro provi a toccarla? Secondo me Will l’ha fatto apposta ad addestrarla così, è un tale testone quando ci si mette…

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Morgan: ma davvero non vi aveva mai raccontato questa storia? Cioè, voi quattro fate sempre il viaggio in treno assieme no? In pratica Maya è quel barbagianni che Will si porta sempre dietro.
Randall: ah, quello…
Isabelle: … in effetti non mi è sembrato tanto simpatico.
Scarlett: a settembre mi ha pure beccato, vi ricordate?
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#256

Che tenera la storia del gufo 💕
Ahahah immagino il povero will dopo che il preside l'ha smascherato davanti a tutti gli amici xD
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#257

Dovrebbero aggiungere anche i gufi da compagnia in The Sims, sarebbe stato perfetto!

Comunque Will è proprio un testone, che gli costava raccontare ai suoi amici qualcosa in più sul suo gufo? Bah, qui qualcuno ha proprio bisogno di rivedere le sue priorità XD
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#258

Capitolo 35.5:
Messaggio Cifrato


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William: cosa? Una profezia?
Preside Powell: sì.
William: e cosa avrei detto?
Randall: se non ricordo male hai detto: “e così, quando la tenebra calerà sul loro capo, gli oppositori della magia porteranno il gelo nel cuore del nemico”.
Scarlett: sì, doveva essere qualcosa del genere.
Preside Powell: ha idea di cosa possa significare?
William: (ancora un po’ confuso) cosa? No, non ne ho idea.
Preside Powell: probabilmente è legata agli ultimi sogni premonitori.
Scarlett: allora si deve riferire alla Resistenza!

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Preside Powell: cosa? Walker, lei sognava la Resistenza?
William: … sì.
Preside Powell: ma questo cambia tutto! Questa Profezia va dritta dritta al Ministero, altroché...
William: che? Aspetti un attimo, Preside Pow…

Ma il Preside era già uscito dalla capanna. Era andato là per aiutare i suoi studenti, ma adesso aveva addirittura una Profezia sulla Resistenza tra le mani. Non aveva tempo da perdere, il Ministero aveva disperato bisogno di qualche nuovo indizio utile per continuare le loro indagini.

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William: (sfinito) per la barba di Merlino...
Isabelle: stai… stai bene? Ci hai fatto preoccupare!
William: (sarcastico) se non consideri che mi sta scoppiando la testa per quanto mi fa male, una favola. Dannato intruglio malefico…
Scarlett: se riesci a fare tanto il sarcastico non devi stare poi così male.
William: vorrei vedere te…
Randall: accidenti, una Profezia! Appena lo sentirà tua sorella le verrà un colpo!
William: non farmici pensare…

Era ancora molto confuso, ma le idee gli si stavano rapidamente schiarendo. Non riusciva ancora a ricordare nulla di quanto fosse successo e questo lo preoccupava parecchio: gli erano già successe molte cose strane, ma almeno di solito se le ricordava…

Comunque, da quanto aveva capito, doveva aver appena pronunciato una Profezia. Che molto probabilmente si riferiva alla Resistenza. Ormai il Preside se n’era andato e, sicuramente, avrebbe consegnato la Profezia al Ministero. Girava voce che laggiù ci fosse un magazzino pieno di Profezie, su praticamente qualsiasi cosa. Non era esattamente questo quello che aveva in mente quando diceva di voler mantenere “un basso profilo”.

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Scarlett: ma che può voler dire questa Profezia?
Randall: un secondo, fammela scrivere...

Randall trascrisse la Profezia su un pezzo di pergamena, così che potessero ragionare sul suo significato più agevolmente.

“…e così, quando la tenebra calerà sul loro capo, gli oppositori della magia porteranno il gelo nel cuore del nemico…”

Scarlett: gli oppositori della magia sono sicuramente quelli della Resistenza, chi altri potrebbe essere?
Randall: giusto! Ma invece la parte della “tenebra che calerà sul loro capo”? Si riferirà alla testa?
Scarlett: oppure a un leader.
Randall: non è chiarissimo, in effetti.

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Scarlett: e poi cosa può voler dire il resto? “porteranno il Gelo nel Cuore del nemico”… sembra una specie di metafora.
Randall: fammi pensare… Il loro nemico devono essere i maghi, quindi il cuore del nemico deve essere qualcosa di importante per noi.
Scarlett: come il Ministero?
Randall: non credo, là ci sono già stati. E poi cosa può essere “il Gelo”?
Scarlett: certo che potevi provare a fare una Profezia un po’ più comprensibile, Will!

Randall e Scarlett si erano subito concentrati su quella Profezia, sembravano voler carpire più informazioni che potevano sulla Resistenza nel minor tempo possibile. Il che era comprensibile, visto che entrambi si sentivano coinvolti personalmente in quella faccenda.
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#259

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William: (perplesso) ma quindi ho veramente detto una Profezia?
Isabelle: sì. È stato un po’… inquietante. In pratica sembrava che dormissi sulla sedia, ma poi hai iniziato a dire quella Profezia. Non sembrava neanche la tua voce, sai?
William: ah.
Isabelle: ma cosa c’era in quell’intruglio?
Handir: valeriana, camomilla, fiori di biancospino, …
Isabelle: in pratica sembra una tisana per dormire. (Prende la bevanda avanzata) Non sembra neanche tanto male…
William: tienimi lontano quella robaccia, mi fa girare la testa.


Quel pomeriggio erano successe già fin troppe cose, aveva bisogno di riposarsi.
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Il mattino seguente la prima pagina della “Gazzetta del Profeta” era occupata da un grosso articolo. Tutto il castello ne stava parlando, erano settimane che non c’erano più sviluppi di quel livello sulle vicende relative alla Resistenza. L’articolo diceva:


La Resistenza messa con le spalle al muro da una Profezia

Secondo fonti indiscrete, il Ministero avrebbe messo le mani su una Profezia riguardante l’organizzazione che negli ultimi mesi ha messo in subbuglio l’intero mondo magico, comunemente nota con il nome di Resistenza. Non è ancora nota l’identità del Veggente che ha pronunciato la suddetta Profezia, né il suo contenuto, ma gli addetti del Ministero…



Scarlett: balle, quella Profezia non dice niente di utile.

In effetti era solo una l’informazione certa che potevano estrapolare dalla Profezia: la Resistenza alla fine avrebbe attaccato i maghi, e lo avrebbero fatto in un punto per loro nevralgico. E lei intendeva esserci. A tutti i costi.

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Julia: Scarlett, ecco dov’eri! La partita inizia tra meno di mezz’ora! Ti stanno cercando tutti!
Scarlett: cos… sì, arrivo!



La partita fu più impegnativa del previsto, e alla fine i Tassorosso vinsero di misura. Era la prima sconfitta dell’anno per i Grifondoro, ma bastò comunque per mandare a terra il morale di una casa intera. E a risollevare quello dell’altra, naturalmente.

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Handir: ciao! Com’è andata la partita?
Isabelle: (allegra) abbiamo vinto! Evvai, Forza Tassorosso!
Handir: (si guarda attorno) ma ci sei solo tu?
Isabelle: sì, Scarlett è ancora negli spogliatoi dopo la partita, Will sta ancora cercando di riprendersi da ieri, mentre Randall ha detto che sta già studiando per i GUFO.
Handir: ah.

Strano, Isabelle sembrava felice per il risultato della partita, ma Handir sentiva che fosse anche preoccupata per qualcosa.

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Handir: ma perché sei preoccupata?
Isabelle: te ne sei accorto, eh? Con queste cose ci azzecchi sempre, in effetti.
Handir: ...
Isabelle: stavo pensando alla Resistenza… tu che ne pensi di loro?
Handir: ehm, non so...
Isabelle: qui al castello ce l’hanno tutti con quei poveri ribelli, dicono che il Ministero dovrebbe mandarli tutti a Azkaban e buttare via le chiavi… Però a me non sembra giusto.
Handir: ah.

Handir non era mai stato in tipo da molte parole. Però era sempre stato molto bravo ad ascoltare la gente e questo Isabelle lo sapeva molto bene. E adesso qualcuno a cui dire quello che le passava per la testa era proprio quello di cui aveva bisogno.
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#260

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Isabelle: secondo me quei babbani non hanno tutti i torti ad essere arrabbiati con noi. Gli abbiamo sempre tenuto nascosto un sacco di cose, e poi non li abbiamo mai aiutati minimamente. Tutte le volte che diciamo a qualcuno chi siamo veramente lo costringiamo a mantenere il nostro segreto, lo costringiamo a mentire a tutti per conto nostro. Dovresti vedere mia madre, non vuole ammetterlo ma per lei non è una situazione facile, sai?
Handir: ...
Isabelle: ti ho già detto che nella mia famiglia erano tutti babbani, no? Fino a cinque anni fa ero convinta di esserlo anch’io. Eppure sia io che mia sorella siamo anche streghe. Se una cosa del genere è possibile, maghi e babbani non devono poi essere così diversi, no?

Handir continuava ad ascoltarla, pensieroso. Durante il suo viaggio aveva incontrato le persone più disparate, ma era rimasto basito dalla quantità di diffidenza, prepotenza e egoismo in cui si era imbattuto. La linea di demarcazione tracciata tra maghi e babbani ne era un esempio lampante, in fondo erano tutti persone e basta.

Il mondo era un posto molto più complicato di quanto si fosse aspettato quando aveva lasciato la sua Foresta, certe cose faticava ancora a comprenderle.

Isabelle: la cosa che mi chiedo è: perché non possiamo stare tutti assieme e basta?
Handir: sì, avrebbe senso.

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Isabelle: tutto questo è assurdo, e se continuano così quei ragazzi della Resistenza finiranno solo col farsi male. Già quando sono venuti qui non si sono beccati nessuna fattura solo perché sono stati fortunati! Ma se continuano ad andare contro al Ministero in questo modo, non so cosa potrebbe succedergli.
Handir: sì, è vero.
Isabelle: pensandoci bene, i babbani hanno ragione a essere arrabbiati, ma anche il Ministero ha ragione a voler evitare tutti questi disordini… eppure deve esserci un modo per risolvere questa situazione senza che nessuno si faccia male…

Handir sentiva chiaramente che Isabelle fosse anche più preoccupata di quanto non avesse detto per quella situazione, a differenza della maggior parte della gente là fuori era sempre così buona...

Ma cosa poteva fare? Cosa faceva sempre lei quando voleva tirare su di morale qualcuno?

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Handir: (si alza) ehm… vuoi un po’ di tè?
Isabelle: (sorridendo) va bene, grazie. Però aspetta un secondo, ti do una mano. La teiera è quella laggiù.
Handir: ah. È vero, faccio sempre confusione.

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Handir: non devi preoccuparti. Sono sicuro che ci sia un modo per risolvere la faccenda senza che si faccia male nessuno.
Isabelle: (rincuorata) grazie Handir. Sei sempre molto gentile.
Handir: ... mai quanto te.

Sentendo quell’ultimo commento, Isabelle era leggermente arrossita e si era quasi fatta andare di traverso un sorso di tè. Non era abituata a ricevere molti complimenti.
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