I quattro colori di Hogwarts

Raccontaci le tue storie di gioco!
Da quelle inventate alle sfide che hai intrapreso!
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§HermioneSims§
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#481

Lì per lì William si limitò a fissarla, incredulo e confuso. Non era un'espressione che gli si vedeva fare spesso, era evidente che non se l'aspettasse. E anche il futuro gli sembrava ancora una grande incognita in quel momento, non riusciva a mettere a fuoco in nessun modo quali fossero le intenzioni di Scarlett.

William: (confuso) quindi adesso che vorresti far...

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William: ...
Scarlett: ... (sottovoce) ... alla fine, non era poi così difficile sorprenderti.

A quell'affermazione, William non poté fare a meno di sorridere a sua volta, per la prima volta in quella serata. Forse era facile per lei, riuscire a sorprenderlo.

Scarlett: hai già Visto il resto delle cose che volevo dirti, vero?
William: adesso sì. Chi ti capisce è bravo, sai?
Scarlett: (sorridendo) senti chi parla.

Ognuno costruisce la propria storia con le scelte che compie ogni giorno, e neppure prevedendo il futuro è possibile essere certi di quale sia la strada migliore da intraprendere. Ma ormai avevano superato il loro bivio e deciso quale strada seguire. E non avevano nessuna intenzione di tornare indietro sui loro passi.

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Un paio di mesi più tardi, pub “I tre manici di scopa”

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Isabelle: bentornato Will! Non ci aspettavamo di vederti di nuovo così presto, avevi detto di essere troppo indietro con lo studio!
William: (vago) alla fine, qualche ritaglio di tempo lo si trova sempre.
Isabelle: beh, meglio così. Mi sarebbe dispiaciuto non vederti per mesi!

Randall: allora, come sta andando la tesi?
William: ho scritto un paio di capitoli, ma c’è ancora un sacco di lavoro da fare.
Scarlett: fa il vago, come al solito. Guardate che è più che a metà lavoro!
William: pressappoco. Ma tirare le somme di tutto richiederà parecchio tempo.
Scarlett: (dandogli una pacca sulla spalla) eddai, sei già a buon punto, no?
William: però...

Dopodiché, Scarlett e William continuarono a parlare fitto fitto tra di loro, finendo con l'ignorare completamente gli altri due.

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Isabelle: (sottovoce) ma questa sera non ti sembrano un po’ strani?
Randall: (sottovoce) dici?
Isabelle: (sottovoce) non so… è come se andassero più d’accordo del solito.
Randall: (sottovoce) ah.
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#482

In effetti c’era qualcosa di diverso nel modo in cui si parlavano. E poi si erano sempre guardati in quel modo? A meno che...

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Isabelle: aspettate un attimo… voi due non vi starete mica decisi a uscire assieme!?
Randall: (incredulo) che? Ma dai, è impossibile!

Randall però non poté che riconsiderare la sua affermazione quando si accorse che, in risposta a quella domanda, Scarlett si era zittita di colpo ed era arrossita fino alla punta delle orecchie, mentre a William era andata di traverso la burrobirra che stava bevendo.

Isabelle: ah ah, quindi ci ho azzeccato!
Scarlett: non farla sembrare una cosa strana però!
Randall: (incredulo) che? Sul serio, voi due?

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Scarlett: (imbarazzata) ma dobbiamo proprio parlare di questo?
Isabelle: assolutamente! Ad esempio, da quanto va avanti? E perché non ce l’avevate detto?
Scarlett: è solo da qualche mese...
William: … e non ci andava ancora di sbandierarlo ai quattro venti.
Randall: (incredulo) ma… ma come? Voi due discutevate sempre!
Isabelle: (divertita) è già da un po’ che se ne stanno sempre per conto loro a parlare fitto fitto, non te n’eri accorto?
Randall: no!

Isabelle: piuttosto, come fate visto che Will è quasi sempre a New York? Vai tu da lui?
Scarlett: … sì, ogni tanto.

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Isabelle non ci mise molto a notare che sia William che Scarlett non sembravano per niente a loro agio in quel momento, quindi preferì non aggiungere altro. Non per quella sera, per lo meno. Quindi concluse dicendo:

Isabelle: sono davvero felice per voi! E sono sicura che lo sia anche Randall, vero Randall?

Randall, che sembrava ancora faticare a capacitarsi della situazione, dovette prendersi una gomitata da Isabelle prima di riuscire ad aggiungere a sua volta:

Randall: sì, assolutamente!


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Commento di fine capitolo:
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#483

Capitolo 69.11:
Questioni in sospeso


11 Marzo 2025, margini della Foresta Proibita

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Ci erano voluti mesi per mettere assieme il trattato di accordo tra il Ministero della Magia e gli elfi della Foresta. Era stata una procedura estenuante per entrambe le parti, ma sembravano finalmente essere giunti a un accordo.

Ministro: con la presente, il Ministero si impegna a tenere gli umani lontani dalle vostre Foreste. Vi promettiamo anche che tratteremo ogni elfo che cercasse il nostro aiuto con il massimo riguardo.
Sacerdotessa: (riluttante) in cambio, noi accettiamo di tenere aperte le vie di comunicazione ufficiali con voi.

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Sacerdotessa: non abbiate fretta, vorrei ancora discutere un dettaglio.

Dicendo questo si era voltata verso Handir con uno sguardo severo.

Sacerdotessa: Handir, tu hai fallito la tua prova di passaggio all’età adulta e di conseguenza sei stato cacciato da questi luoghi. Peggiorando ulteriormente la tua situazione, hai poi deciso di mischiarti agli umani e ripudiare le tue origini.

Handir la fissò con aria confusa e preoccupata, non riusciva a capire con chiarezza che intenzioni potesse avere la Sacerdotessa degli elfi. E anche gli altri elfi, tutto attorno a lei, sembravano altrettanto confusi. Tutti i presenti non poterono quindi fare altro che ascoltare cosa avesse da dire.

Sacerdotessa: in questi anni sembra però che tu abbia imparato a sfruttare appieno la magia di noi elfi. In questo stesso istante, riesci a essere in Comunione con tutti i presenti. Anche se non in modo convenzionale, ormai hai superato quel rito di passaggio. Quindi ti propongo un accordo.
Handir: ...
Sacerdotessa: voglio concederti il permesso di poter trascorrere del tempo nella nostra Foresta. In cambio, vorremmo che tu facessi da intermediario tra noi e gli umani.

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Isabelle: (sottovoce) cosa pensi di rispondere?
Handir: (sottovoce) non mi interessa ritornare qui, e credo che anche la Sacerdotessa lo sappia perfettamente. Questo non è uno scambio equo.
Isabelle: (sottovoce) credi di poter fare una controproposta?
Handir: (sottovoce) sì, ma cosa potremmo chiedere?

Isabelle gli sussurrò ancora qualche parola nell’orecchio, forse aveva avuto un’idea. In risposta Handir annuì, in effetti poteva funzionare.

Sacerdotessa: allora, cosa rispondi?

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Handir: va bene, vi farò da intermediario. Ma non mi interessa poter ritornare nella vostra Foresta.

Un mormorio attraversò gli altri elfi, ma Handir fece del suo meglio per ignorarlo.

Handir: piuttosto, vorrei che deste la possibilità a mia madre Meleth di tornare a vivere insieme a voi.

Sua madre era stata costretta a vivere ai margini della Foresta per tutto quel tempo, perché in fondo era stata lei a condurre degli umani alla loro radura per la prima volta. E, per quanto cercasse di non darlo a vedere, ne stava soffrendo molto. Sia lui che Isabelle non riuscivano più a sopportare quella situazione
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#484

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In risposta, la Sacerdotessa si lasciò sfuggire una mezza smorfia di disappunto. Però un accordo era un accordo, e avrebbe fatto di tutto pur di non far avvicinare di nuovo degli umani alla loro Foresta.

Sacerdotessa: (riluttante) l’accordo appare equo. Riaccetteremo Meleth nella nostra Foresta.


Raggiunto un accordo, tutti i rappresentanti del Ministero della Magia si affrettarono ad allontanarsi. Se c’era una cosa che avevano imparato durante le trattative, era che gli elfi non erano disposti a sopportare la loro presenza più dello stretto necessario.

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Ministro: in fondo gli elfi sono molto più ragionevoli di quanto sembrasse. Sarà interessante poter aver a che fare con loro.
???: se lo dice lei, Signora Ministro…

I rappresentanti del Ministero si congedarono velocemente prima di andarsene, a causa di quella fissazione degli elfi per incontrarsi al Plenilunio avevano finito per organizzare quell’ultimo incontro di sabato sera e avevano tutti di meglio da fare.

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Sia Handir che Isabelle avevano partecipato a tutti gli incontri che avevano preceduto quello della stesura definitiva dell’accordo. Maghi e elfi avevano un modo molto diverso di ragionare, senza il loro aiuto sarebbe stato molto più difficile per le due parti riuscire a comprendersi.
Nonostante tutto, non potevano che essere sollevati che quella faccenda fosse risolta.


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21 luglio 2025

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Randall: sembra che la Signora Ministro sia riuscita a far approvare quella nuova legge pro-babbani, la Gazzetta del Profeta ne ha scritto ben cinque pagine!
Victoria: sul serio? Fa’ vedere!

Impiegarono quasi un’ora a leggere ogni singola riga scritta sull'argomento, volevano essere certi di non perdersi nessun dettaglio.

Approvate nuove modifiche allo Statuto Internazionale di Segretezza

I babbani che vivono con noi sono più numerosi di quanto normalmente pensiamo. Prendete in considerazione tutti i vostri conoscenti e pensate a quanti di loro hanno almeno un genitore, un compagno o un figlio babbano. Stando alle disposizioni finora in atto, a tutti loro è concessa una deroga allo Statuto Internazionale di Segretezza che permette loro di essere messi a conoscenza del mondo magico. Un’ulteriore deroga è concessa per le massime cariche del governo babbano.

Tuttavia, a tutte queste persone che vivono con noi è negata la possibilità di potersi muovere liberamente nel nostro mondo, come quella di poter svolgere attività tradizionalmente associate a maghi e streghe. Eppure, serve davvero essere maghi per poter apprezzare un concerto delle Sorelle Stravagarie, per assistere alla coppa del mondo di Quidditch o per poter scrivere su un giornale come La Gazzetta del Profeta?

Con l’entrata in vigore delle nuove modifiche allo Statuto Internazionale di Segretezza, proposte dal Ministro della Magia, tutti i babbani a conoscenza della magia potranno uscire dall’ipocrisia in cui hanno vissuto fino ad ora ed essere riconosciuti come membri a tutti gli effetti del Mondo Magico, tanto quanto maghi, streghe e gli altri esseri magici che compongono la nostra società. Ulteriori modifiche alle disposizioni vigenti riguardano le modalità con cui i babbani possano essere messi a conoscenza del mondo magico, che da ora in avanti non richiederanno più le nozze con un mago o una strega. Tutti i dettagli sulle novità sono riportati a pag 2, 3, 4, 5 e 6.

I detrattori di queste nuove disposizioni sostengono che possa compromettere la validità dello Statuto Internazionale di Segretezza stesso. Governi stranieri, il MACUSA americano in primis, si oppongono con forza a questa legge. A queste accuse la Signora Ministro ha risposto: - Entrare a far parte ufficialmente nel mondo magico significa accettare sia i diritti che i doveri che ne derivano: i babbani che decideranno di entrare a far parte della nostra società dovranno accettare le nostre leggi, Statuto Internazionale di Segretezza incluso. -

(continua a pag 2)

M. Walker


Randall: stando a quanto c’è scritto qui, tutti i babbani nella tua posizione da adesso saranno considerati membri a tutti gli effetti del mondo magico. Quindi, a partire da domani anche tu potrai essere ufficialmente uno dei proprietari del negozio!

Victoria continuò a fissare il giornale, stupefatta. Nei mesi precedenti aveva seguito il procedere di quella Legge con apprensione, non si aspettava potesse essere veramente approvata, e soprattutto non in tempi tanto brevi.

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Victoria: non sembra neanche vero!
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#485

Non ci avevano pensato due volte, ed erano andati al Ministero della Magia già il giorno successivo. Ormai quella era diventata una questione di principio per loro.

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Victoria: cosa sono quei foglietti di carta che svolazzano ovunque?
Randall: sono messaggi, li usano per comunicare tra un ufficio e l’altro.
Victoria: dovremmo provare a far vedere i telefoni anche a loro, un sistema di telefoni interni aumenterebbe di molto la produttività!
Randall: questo è sicuro!

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Noah: ah, ecco che iniziano ad arrivare.
? ?: guardate come si guardano attorno stupiti!
???: che pensano di fare poi?

Non tutti i maghi e le streghe avevano preso di buon grado l’entrata in vigore della nuova legge, ci sarebbe ancora voluto tempo prima che tutti si abituassero alla novità. Randall e Victoria erano però decisi a ignorarli e ad andare dritti per la loro strada, dopo tutte le difficoltà che avevano superato non si sarebbero lasciati fermare da così poco.

Ufficio per gli esercizi commerciali magici

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Impiegato: ancora una firma qui, signora Collins.

Victoria firmò prontamente anche l’ultima pergamena, usando una di quelle antiquate penne che sembravano piacere tanto ai maghi.

Victoria: ecco fatto!
Impiegato: da adesso lei è a tutti gli effetti registrata tra i titolari del negozio Collins’s phones.

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Randall: abbiamo fatto in fretta.
Victoria: sì. È andata benissimo!

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Victoria: ma quella laggiù non sembra la signora Ministro?
Randall: sì, sembra proprio lei.
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#486

In quel momento il Ministro della Magia si accorse di loro e, senza pensarci due volte, si avvicinò per dire:

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Ministro: buongiorno, signor Collins. Presumo che lei invece sia la signora Collins, o sbaglio?
Victoria: sì. Piacere di conoscerla, signora Ministro.
Ministro: piacere mio. Siete venuti per inserire anche lei tra i proprietari del vostro negozio, non è così?
Randall: sì, signora Ministro. A proposito, ci terremmo molto a ringraziarla per aver messo tanto impegno in quella nuova legge.
Ministro: dovrei essere io a ringraziare voi, piuttosto. Anche il vostro contributo è stato importante.

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Ministro: mi raccomando, continuate a camminare a testa alta, come state facendo ora!
Victoria: ne abbiamo tutte le intenzioni, Signora Ministro!

Soddisfatta da quella risposta, la signora Ministro li salutò frettolosamente e tornò ad occuparsi di uno dei suoi tanti impegni.

Victoria: certo che è proprio forte, la signora Ministro.
Randall: su questo non ci piove!
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#487

Capitolo 70.12:
Futuro, presente e passato


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Lorenzo: ma stai già rimettendo tutta la tua roba in valigia?
William: ah ah.
Lorenzo: certo che hai proprio fretta, ti sei diplomato solo ieri!
William: che motivo avrei di restare ancora qui?

Cassy: non capisco perché tu abbia deciso di rifiutare quel posto che ti ha proposto il MACUSA, il vostro Ministero della Magia non ti farà mai una proposta di quel livello. Lo Vedo molto chiaramente.
William: il nostro futuro dipende da quello che decidiamo di fare, ce l’hai ripetuto ogni giorno da quando sono qui. E io ho deciso che non voglio restare qui a New York.
Cassy: beh, secondo me è una scelta stupida. Ma fa’ un po’ come ti pare.

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Lorenzo: (sottovoce) ma dai, lo sanno tutti che c’è la rossa che lo aspetta a Londra!
Cassy: (sottovoce) non mi sembra comunque una buona ragione per...

William: guardate che vi sento!



Dopo essere tornato in Inghilterra, William aveva fatto immediatamente domanda di lavoro al Ministero della Magia. Il Ministero Britannico non era famoso per tenere in grande considerazione Veggenti e Legilimens, sua nonna Sybille ne era stata una dimostrazione lampante. Da quanto riusciva a Vedere il colloquio non sarebbe stato facile, ma non aveva nessuna intenzione di darsi per vinto in partenza.

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???: Walker, tocca a lei!



Mezz’ora più tardi, finito il colloquio...

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Scarlett: (sottovoce) ero bloccata in ufficio, non ce l'ho fatta ad arrivare prima.
William: (sottovoce) lo immaginavo

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Scarlett: (sottovoce) allora, com’è andato il colloquio?
William: (sottovoce) ufficialmente non se ne saprà nulla fino a giovedì.
Scarlett: (sottovoce) però…
William: (sottovoce) da quanto riesco a Vedere, mi proporranno un posto all’Ufficio per la Prevenzione delle Catastrofi e degli Incidenti Magici.

Alla faccia di quel gufo del malaugurio di Cassy, quello era un ottimo punto di partenza!
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#488

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Scarlett: (allegra) che ti dicevo? Sembra proprio il lavoro perfetto per te!

Notando l’espressione di Will, Scarlett aggiunse ancora:

Scarlett: che altro hai Visto?
William: (vago) in effetti, ho anche Visto qualcosa sul tuo esame finale. Ma suppongo che tu non voglia saperne niente, per ora.
Scarlett: infatti, sarebbe come barare!
William: in effetti...

Scarlett esitò un attimo, anche se non voleva ammetterlo quell’esame la preoccupava molto. Quindi non poté evitare di chiedere almeno:

Scarlett: … sarà tanto difficile?
William: è da mesi che ti prepari, se fai come sempre andrai alla grande.

Parole che vennero confermate qualche giorno più tardi, quando i risultati dell’esame finale di Scarlett furono annunciati ufficialmente.

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Sig. Clarke: signorina Davies, ha passato l’esame finale dell’addestramento. Da adesso sarai un Auror a tutti gli effetti!
Lucas: bravissima!
Scarlett: grazie!

Dopo aver terminato il suo addestramento, Scarlett aveva iniziato a lavorare come un Auror.
Gli Auror erano nati come un gruppo di maghi addestrati a combattere contro i criminali più pericolosi e contro la magia nera. I tempi in cui vivevano erano però fondamentalmente pacifici, era da anni che nessuna vera minaccia si faceva viva, quindi gli Auror venivano impiegati nelle situazioni più disparate dal Ministero della Magia.

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Lucas: per questo mese lavorerai nella mia squadra.
Scarlett: su che state lavorando?
Lucas: è un caso piuttosto singolare, a dirla tutta. A quanto pare c’è un negozietto in Irlanda in cui un magonò si finge suo nonno usando la pozione polisucco. Sono indagati per contrabbando di manufatti di magia nera.
Mike: e sembra pure che stiano truffando alcuni altri negozi. È proprio una storia assurda, no?
Lucas: ci stiamo lavorando da un mesetto o giù di lì, ti ho lasciato i documenti relativi al caso sulla tua scrivania.

Scarlett rimase basita per qualche istante: evidentemente i Bradshaw avevano continuato a infrangere la legge anche dopo quello che avevano fatto a Randall, con la differenza che questa volta erano stati denunciati al Ministero seduta stante. Will aveva detto più di una volta che il loro futuro puntava dritto in quella direzione, in effetti. E li aveva anche rassicurati che, anche durante le indagini, nessuno di loro avrebbe rischiato di essere ulteriormente coinvolto nella faccenda.

Scarlett: (vaga) sembra un caso curioso, in effetti.


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Randall: buonasera signora, possiamo esserle utili?

Nel frattempo Randall, Victoria e Hershel erano ovviamente tornati ad occuparsi del loro negozio di telefoni. Victoria aveva continuato a lavorarci per tutto quel tempo, ma era stato solo da dopo l’entrata in vigore della nuova legge che aveva potuto farlo a testa alta e senza più dover nascondere chi fosse.

I maghi ci avevano messo qualche mese prima di iniziare a dimostrare interesse nei confronti dei loro telefoni, ma tutti quelli che li provavano non potevano che adorare i loro prodotti. Il passaparola aveva poi fatto il resto.

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???: buonasera. Ho sentito tanto parlare di questi telefoni, e una mia amica mi ha detto che ha comprato il suo qui. Sarei molto curiosa di provarne uno anch’io!
Victoria: certamente signora! Le faccio immediatamente vedere come funziona!

Per riuscire a stare dietro a tutti gli ordini dovevano passare tutto il giorno in negozio, ma non potevano che essere felici di vedere i primi risultati dei loro sforzi.


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#489

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Isabelle: (tra sé e sé) ancora un po’ di centidonia e poi dovrebbe funzionare…
???: ehy Harris, hai finito di preparare quell’ossofast?
Isabelle: quasi! Tra un paio di minuti sarà pronto!
???: appena finisci mettilo in quattro boccette e portacelo di sotto in reparto!
Isabelle: va bene!

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Nell’estate anche Isabelle si era diplomata nel suo corso da guaritori al San Mungo. I suoi insegnanti avevano notato molto presto la sua predisposizione per la preparazione delle pozioni e la sua conoscenza delle erbe magiche e, visto che i preparatori di pozioni curative in un ospedale per maghi non erano mai abbastanza, l’avevano fin da subito indirizzata verso quel tipo di attività.
Nessuno era quindi rimasto particolarmente sorpreso quando era riuscita ad essere assunta in breve tempo proprio in quel reparto del San Mungo.

???: oh, quasi dimenticavo. Stamattina è arrivata questa lettera per te.

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Isabelle: (tra sé e sé) che strano, sembra una lettera del Preside Powell.


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5 Dicembre 2025, ingresso di Hogwarts

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Randall: mi è mancato davvero questo posto! Quanto tempo è passato?
William: quattro anni e mezzo, direi.
Isabelle: ma secondo voi davanti a quanti studenti dovremo parlare?

Con grande sorpresa di tutti e quattro, il Preside Powell aveva deciso di invitarli a Hogwarts in modo che potessero parlare agli studenti degli studi che avevano intrapreso, del lavoro che stavano facendo e per dare loro dei consigli sul futuro. In effetti lo aveva già fatto altre volte, durante i loro anni a Hogwarts avevano assistito a presentazioni di quel tipo più di una volta.

Quello che non si aspettavano però era che il Preside potesse decidere di invitare proprio loro, soprattutto non dopo tutti i guai in cui si erano cacciati nei loro anni da studenti.
Hogwarts però mancava a tutti e quattro, quindi non ci avevano pensato due volte prima di accettare quell’invito.

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#490

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Randall: (sottovoce) tutto sommato non sono venuti molti studenti.
Isabelle: (sottovoce) sono comunque un sacco…
Scarlett: (sottovoce) eddai, che volete che sia?

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Preside Powell: buongiorno a tutti! Come vi avevo promesso, sono qui per parlare con voi quattro ragazzi che hanno studiato qui a Hogwarts fino a pochi anni fa, per raccontarvi cos’hanno fatto e darvi qualche consiglio riguardante il vostro futuro. Naturalmente potrete anche fare tutte le domande che vorrete!

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I quattro si presero ancora qualche istante per guardare gli studenti di fronte a loro, sembravano tutti così giovani. Era incredibile pensare che solo qualche anno prima fossero loro a sedersi a quei tavoli.

Al gesto del Preside Powell che li invitava ad iniziare, si scambiarono ancora un’occhiata per decidere chi avrebbe cominciato, prima che Scarlett si facesse avanti dicendo:

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Scarlett: buongiorno a tutti ragazzi! Io mi chiamo Scarlett Davies, e qui a scuola ero il capitano della squadra di quidditch di grifondoro!

Qualche testa al tavolo dei ragazzi con l’uniforme rosso-oro si alzò con aria interessata, un paio degli studenti più anziani sembravano anche ricordarsi di lei.

Scarlett: adesso ho passato da poco l’esame finale dell’addestramento e ho iniziato a lavorare come Auror a tutti gli effetti. C’è qualcuno qui che vorrebbe fare l’Auror da grande?

Un paio di mani si alzarono, alcune più decise e altre più timorose. La professione di Auror era sempre un’ambizione popolare tra gli studenti, e Scarlett dovette parlare per più di un quarto d’ora prima di riuscire a rispondere a tutte le domande che le vennero rivolte.

Preside Powell: ringraziamo la signorina Davies per il suo importante contributo. Avanti il prossimo!

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Randall: buongiorno a tutti! Sono Randall Collins, e qui a scuola ero un corvonero.

Questa volta fu il tavolo con gli studenti in uniforme blu e argento a farsi più attenta.

Randall: io sono un inventore, in pratica. Assieme a mia moglie e a mio fratello ho inventato un telefono magico e ho aperto un negozio per venderlo. Qualcuno di voi ha uno dei nostri telefoni a casa? Ne abbiamo venduti parecchi, di recente.

Qualche mano si era alzata da ogni tavolo.

Preside Powell: vi ricordo che non siete qui per farvi pubblicità.
Randall: è vero, scusatemi. Se qualcuno avesse domande su com’è inventare un dispositivo magico, o su com’è avere un negozio, sono tutt'orecchi!

Anche Randall fu sommerso delle domande più varie, prima che il Preside decidesse di passare al contributo successivo.
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